Dalla Tunisia a Messina per studiare, ma in Italia trova "l'orco" e subisce violenza. La storia di una giovanissima
Messina – Nei giorni caldi della discussione, in Senato, sulla legge in tema di violenza di genere, una sentenza a Messina riaccende i riflettori sulle vicende, umane e delicatissime, sulle quali impatta la giurisprudenza e la legislazione.
Il verdetto
Dietro la sentenza di condanna a 4 anni per un noto commerciante messinese, infatti, c’è la storia di una ragazza giovanissima, vittima di approcci che non aveva voluto, che non aveva cercato e che aveva subìto senza neppure aver il tempo di esprimere o negare il consenso.
Il verdetto è del Tribunale (presidente Sergi) che riconosce colpevole di violenza sessuale il 65enne, assistito dagli avvocati Nino Favazzo e Nunzio Rosso. A denunciarlo è stata la giovane sorella della moglie, una giovanissima tunisina pesantemente palpeggiata dal cognato.
Dalla Tunisia a Messina per studiare, invece trova “l’orco”
La ragazza era arrivata in Italia dalla Tunisia appena maggiorenne, col sogno di conseguire la licenza media. Per farlo, era andata a vivere dalla sorella, “comprata” dal marito in Tunisia e condotta in Italia. Qui però ha dovuto subire le pesanti attenzioni del cognato che, nel 2021, le infila una mano nelle mutande. Lei, scioccata, scappa e si rifugia da un’amica della sorella e, qualche settimana dopo, malgrado la paura e la vergogna si decide a denunciare, assistita dall’avvocata Cettina La Torre. Il processo si chiude ora con la condanna a 4 anni di reclusione. L’uomo nel frattempo è sotto processo per maltrattamenti: anche la moglie lo ha denunciato, raccontando di lunghi e continui soprusi.
