Per l’uomo della strada, l’uomo che Longanesi definiva “qualunque”, le questioni sono molto più semplici di quanto si pensi.
Sullo stallo politico siciliano, ad esempio, “l’uomo qualunque” non avrebbe dubbio alcuno: “Le urne – direbbe – hanno dato indicazioni chiare sul governo dell’Isola. Se gli eletti della maggioranza non sono in grado di mantenere gli impegni presi in campagna elettorale, allora dichiarino conclusa la legislatura e abbiano il coraggio di richiamare alle urne il popolo”.
Certo, “l’uomo qualunque” sa perfettamente che le urne non rappresentano la panacea di tutti i mali, ma sicuramente possono contribuire a sbloccare una situazione il cui protrarsi non fa altro che acuire annosi problemi che invece andrebbero risolti quanto prima.
Il paradosso è proprio questo: mentre la classifica sulla qualità della vita nelle città italiane, stilata ogni anno da Il Sole 24 Ore, vede le città siciliane costantemente agli ultimi posti, la politica discute unicamente di aperture del Pd a eventuali inciuci con la parte politicamente avversa.
E va bene: se inciucio dev’essere sia, ma per cosa?
