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Waterfront di Reggio, un sospetto cambio d’idee

mario meliado

Waterfront di Reggio, un sospetto cambio d’idee

venerdì 21 Maggio 2021 - 08:50

È il “netto cambio di giudizio dovuto ad opposti tempi politici che non mi garba”, rispetto al Waterfront. Lo evidenzia il deputato reggino di Forza Italia Francesco Cannizzaro.

“Parlo di controsensi politici, di prese di posizione aprioristiche, contraddizioni simili se vogliamo a quanto successo – in tempi diversi ovviamente – con le questioni Porto e Aeroporto di Reggio. Finché non ce ne siamo occupati noi, con le rispettive attività parlamentari ed emendative – asserisce il coordinatore metropolitano degli azzurri -, nemmeno un minimo accenno d’interesse per entrambe le infrastrutture da parte di Comune e Città Metropolitana. Salvo poi però, immediatamente dopo i nostri risultati, costituire una task-force pro aeroporto (di cui non si hanno notizie e che non serve a nulla se non forse a dare qualche finto incarico a qualcuno), o avviare contatti con l’Autorità di Sistema portuale per il porto. Ecco la storia del Water Front è un po’ come queste due più recenti: cambi repentini di giudizio, di interesse, di approccio, di progettualità”.
E nella visione di Cannizzaro “è qui il deficit più netto e palese”. Si chiede il parlamentare reggino: “Cosa hanno in comune tutti gli interventi che ho citato finora? Un’idea, un progetto, una programmazione. Di conseguenza, è questo che spicca nella vicenda del Water Front e non solo del Water Front, appunto: l’assenza di programmazione odierna. Intravedo, in altre parole, una sorta di rincorsa alla visibilità, a porre il famoso “cappello” su opere che in realtà hanno altra paternità“. Con altra allocazione, “la cosa che mi turba è quindi il volersi accaparrare a tutti i costi un’altrui appartenenza. Se l’idea, la forza di portarla avanti, il progetto, il merito di averci creduto, sono stati di Giuseppe Scopelliti e della sua squadra di governo, perché non ammetterlo? Non credo sia un atto di debolezza o di remissività. Anzi. Gran cosa l’umiltà”.

Di qui vengono gli interrogativi sul repentino dietrofront che avrebbe consumato rispetto all’opera il riconfermato sindaco Giuseppe Falcomatà. “Mi domando e dico, pertanto, cosa possa spingere nel giro di pochi anni la stessa persona, la stessa Amministrazione, ad agire in maniera totalmente contrapposta, contraddittoria per molti versi, seppur ricoprendo la stessa posizione istituzionale. Ricordo bene le facili ironie della Sinistra – prosegue Cannizzaro – alla primordiale idea innovativa della Giunta Scopelliti, tacciata di altezzosità e presunzione nel pensare di poter coinvolgere Zaha Hadid in qualcosa che riguardasse la riva calabrese dello Stretto. Eppure Zaha Hadid fu coinvolta eccome. Ricordo ancora meglio le aspre critiche al CentroDestra, accusato di disattenzione rispetto alle quotidiane difficoltà cittadine quando il progetto venne approvato e finanziato. Eppure i fondi c’erano, eccome”.

Alla fin fine, “cosa è cambiato a Palazzo San Giorgio a tal punto da sovvertire la rotta verso il tanto disprezzato Water Front? Domanda retorica … Nulla. Si è solo perso tempo e una grossissima opportunità, quella di poter dare già oggi come prima impressione a chi arriva a Reggio Calabria una splendida opera, imponente, futuristica, unica al mondo, vale a dire l’opera per come originariamente progettata da Zaha Hadid. Tra poche ore ne vedremo un surrogato, che potrà anche essere esteticamente gradevole, ma non sarà di certo la stessa cosa di quel maestoso progetto”. Ciononostante, fa sapere il responsabile nazionale Mezzogiorno di Forza Italia che lui, invitato dal sindaco, sarà presente all’inaugurazione: “Ci sarò perché la mia Reggio viene prima di tutto. Ci sarò perché sono di Reggio, il mio cuore è di Reggio, e tutto ciò che riguarda Reggio riguarda anche me“.

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