Dal "traditore" Germanà alle elezioni, De Luca all'attacco: "Lui è stato un errore che non rifarò"

Dal “traditore” Germanà alle elezioni, De Luca all’attacco: “Lui è stato un errore che non rifarò”

Giuseppe Fontana

Dal “traditore” Germanà alle elezioni, De Luca all’attacco: “Lui è stato un errore che non rifarò”

martedì 03 Febbraio 2026 - 12:51

Il leader di ScN contro il senatore: "Col freno a mano per colpa sua. Al sindaco serve un Consiglio comunale Speedy Gonzales"

MESSINA – Entra nel vivo quella che sarà per Messina una “settimana importante“, per citare la frase utilizzata dal sindaco Federico Basile lunedì 2 febbraio. L’argomento resta quello delle dimissioni del primo cittadino e delle elezioni anticipate ormai sempre più probabili, al netto di colpi di scena da film hollywoodiano. Anche oggi, durante la conferenza di presentazione sui risultati (e i progetti) di Amam, si è parlato di politica.

Elezioni e dimissioni: tra pochi giorni la verità

Inevitabile l’argomento nei giorni in cui dovrebbero arrivare le fantomatiche dimissioni. “Entro sabato” se non appunto sabato stesso. E così tanto Basile quanto Cateno De Luca hanno scherzato sull’ “odore di dimissioni”, utilizzato nelle ultime settimane durante i consueti punti stampa del martedì. E se il leader di Sud chiama Nord, sorridendo al sindaco di Messina, ha annusato l’aria e ribadito di non sentire alcun odore, la realtà sembra diversa.

ScN chiude il “tagliando”

È stato lui stesso ad affermare, in risposta ai giornalisti (e scherzando), che magari ci sarà una conferenza di annuncio sabato prossimo (7 febbraio, ndr) all’alba, senza diretta social, proprio sulle dimissioni. O meglio, sul “tagliando”. Le valutazioni interne al partito cominciate a fine ottobre si sono concluse coi vertici degli ultimi giorni di gennaio e un via vai a Zanca non da poco. Queste valutazioni porterebbero (o porteranno?) a mettere un punto all’attuale amministrazioni e alle elezioni anticipate, forse già a fine maggio.

Ma perché? Ancora una volta De Luca ha parlato della velocità della macchina e dei rapporti con il Consiglio comunale, pur non indicando in questi due elementi le ragioni della scelta. È partito da un duro attacco a Nino Germanà, fondatore di Prima l’Italia e senatore in quota Lega, suo alleato nella tornata elettorale del 2022. Salvo poi arrivare alla rottura e a quello che l’ex sindaco di Messina, oggi deputato regionale e primo cittadino di Taormina, ha definito un “tradimento”.

De Luca contro Germanà: “Un traditore”

O meglio, per lui è Germanà il “traditore”. De Luca ha affermato: “Con chiarezza dico che ho fatto un errore nel 2022. Un errore politico. Quella è una delle cause principali per cui abbiamo camminato con il freno a mano alzato, perché Nino Germanà ha fatto un danno incalcolabile alla città. Lui è stato resuscitato ma si è trasformato in un traditore. Messina ha subìto un andamento lento per questo. Il sindaco ha tempi veloci e deve avere una corrispondenza identica dal Consiglio. Oggi non ce l’ha per il mio errore. Si va avanti con un ragionamento monocolore. Così che non ci sia responsabilità politica di un eventuale cambiamento di rotta”.

Un Consiglio “Speedy Gonzales” per tenere il ritmo

Questa velocità nei tempi del sindaco, che deve essere “Speedy Gonzales”, deve essere affiancata da un Consiglio altrettanto rapido. Senza scomodare il celebre topo dei cartoni animati della Looney Tunes, la domanda è quindi: la forza di Sud chiama Nord a Messina, di Federico Basile candidato sindaco e del leader del partito Cateno De Luca basteranno ad arrivare al risultato? Che è, quindi, riavere alla guida della macchina lo stesso Basile, ma con un Consiglio comunale ancor più ricco di propri esponenti. Oggi sono rimasti in aula in 13. Sono il presidente Pergolizzi, i capigruppo Cipolla, D’Angelo (eletta con Forza Italia ma transitata in ScN nel 2023) e Trischitta. Poi Busà, Caruso, Giannetto, Feminò, Milazzo, Mortelliti, Papa, Rinaldo e Schepis. Nel 2022 a conquistare gli scranni con le liste Basile-De Luca furono in 20. I cinque fuoriusciti dalle liste direttamente collegate a ScN sono stati D’Arrigo, Di Ciuccio, Oteri, Restuccia e Rotondo. A loro si aggiungono i tre di Prima l’Italia, Cantello, Centofanti e Villari, allora partito alleato di ScN.

L’affondo di De Luca contro Germanà

Quello che De Luca identifica come “errore” è proprio l’aver fatto l’accordo con Prima l’Italia. E quindi con Germanà. Per questo ha voluto affondare il colpo, ripercorrendo la storia di quei primi mesi di sindacatura Basile (e della campagna elettorale precedente): “Ripetiamo insieme. Dico solo 3 candidati messi nella lista Prima L’Italia con Germanà. Altri 3 non li dico perché diciamo che erano a metà, anche se hanno voluto da me rassicurazioni. Parliamo solo dei primi 3 che hanno ‘cubato’ circa 1.300 voti. Il primo è Mirko Cantello, che ci ha lasciati perché voleva fare il presidente del Consiglio e poi ha chiesto un posto da assessore per il fratello Ivano, poi andato a Giardini Naxos. Quanti voti ha preso Cantello, che è ancora dipendente Fenapi e lo sarà anche domani? Oltre lui il secondo, che è Lino Cucè: ne avrà presi 400 circa? E poi la direttrice Giovanna Sciuto che quando si voterà si candiderà con noi. Hanno preso 1.300 su circa 5mila voti. Hanno preso il 5%, senza questi quanto avrebbero preso? Sarebbe finita che la lista nemmeno la faceva il mio amico Germanà”.

Il peso dei numeri e il consenso del buon governo

De Luca ha poi aggiunto, rivolgendosi direttamente al senatore: “Quando vuole facciamo un confronto in diretta con i dati. Con i numeri si vede che non solo non è stato determinante ma ci ha fatto perdere anche qualche voto di opinione. L’errore l’ho fatto io e io non lo faccio più. Oggi ufficializziamo Andrea Corica che è un elemento che conferma il consenso che proviene dal buon governo. Né più né meno. Prima criticavano il mio carattere, oggi di Basile dicono che è bravo ed è anche gentile e ci sa fare. Bravo sindaco continua così”.

Il ragionamento resterà, a meno di novità, quindi “monocolore”. Ora, però, si attende l’annuncio sulle dimissioni di Basile. Arriverà presumibilmente tra venerdì e sabato prossimo, ma magari non all’alba.

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3 commenti

  1. That’s all, Folks!

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  2. Beh, senza accordo con la Lega, ScN non avrebbe governato la città. E siccome, pare si dicesse “la città è nostra” o cose del genere, e siccome ScN non sembra amare alleati( che possano dire la loro), non ha rispettato magari nessun accordo o intesa. Quindi cosa succede in tali casi, l’alleato va all’opposizione. Sembra da manuale.
    Poi a chi conosce i fatti, saprà meglio descrivere e capire.

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  3. a mio parere, le elezioni anticipate porteranno più pernacchie che voti.

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