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Waterfront. Picciolo a Musumeci: Ci sono progetti e strategie. Servono i fatti

Rosaria Brancato

Waterfront. Picciolo a Musumeci: Ci sono progetti e strategie. Servono i fatti

martedì 09 Marzo 2021 - 10:59
Waterfront. Picciolo a Musumeci: Ci sono progetti e strategie. Servono i fatti

"Il presidente Mega è andato fuori tema. Ora intervenga la Regione. Non deleghiamo ad altri scelte così importanti"

Tre punti essenziali per tornare a fruire dell’affaccio a mare. E’ la sintesi della lettera aperta che il leader regionale di Sicilia Futura Beppe Piccolo ha trasmesso al presidente della Regione Nello Musumeci in merito al dibattito scaturito dalla demolizione dell’ex Teatro in Fiera.

  • 1) Modifica della perimetrazione delle aree di competenza dell’Autorità portuale dello Stretto ed affidamento al Comune di Messina delle aree ricadenti nel demanio marittimo regionale comprese tra il torrente Boccetta ed Annunziata e quelle comprese tra il torrente Portalegni e quelle del Porto di Tremestieri.
  • 2) Contrattazione con il Governo Nazionale per il trasferimento alla Regione Siciliana delle risorse e delle competenze già destinate all’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto e/o ad altri Enti per interventi da attuare nelle succitate aree.
  • 3) Individuazione di una nuova area nella quale realizzare il progetto del nuovo teatro, oggi previsto nell’area di sedime del vecchio “teatro in fiera” con la conseguente liberazione della medesima area.

Basta parole, servono fatti

Il dibattito stavolta non deve limitarsi, come accaduto almeno negli ultimi 20 anni, a rimanere tale- scrive Picciolo– I Messinesi, davanti alla possibilità di riappropriarsi del proprio waterfront, devono avere un sussulto e chiedere un intervento chiaro e concreto da parte della Politica e della classe dirigente”.

il water front

Picciolo invita il consiglio comunale ad affrontare la questione e predisporre un appello alla Regione. Oggi infatti non è in discussione solo la ricostruzione o meno dell’area che occupava “il Teatro in fiera”, che rappresenta appena 50 metri su un affaccio a mare cittadino il cui sviluppo supera i 60 km. Quello che serve oggi secondo il coordinatore regionale di Sicilia Futura è dare un segnale forte che attesti l’esistenza di una strategia politica che abbia a cuore la nuova mission per l’affaccio a mare e per lo sviluppo urbanistico, economico, sociale e culturale della tredicesima città d’Italia.

Non deleghiamo a Mega

Oggi dobbiamo dimostrare che la Politica regionale e cittadina  non hanno intenzione di delegare al Presidente dell’Authority il futuro e le scelte strategiche di Messina. Mega è andato fuori tema con le sue dichiarazioni, per motivi di competenze istituzionali, ed errate, per mancanza di conoscenza anche delle attività poste in essere dall’Ente che dirige negli anni passati”.

Il Master plan c’è già

Picciolo sottolinea come il Master plan cui fa riferimento il Presidente Mega nel suo comunicato esiste già e fu elaborato proprio su mandato dell’allora Autorità Portuale di Messina nel 2010 dai tre studi che si aggiudicarono i concorsi di progettazione dei tre piani particolareggiati (POT – Sottoambiti WAT e FAL) previsti dal (PRP) Piano Regolatore Portuale.

  • – quello della Cittadella Fieristica (con previsione di un acquario ipogeo la cui fattibilità economica e tecnica fu realizzata con l’Acquario di Genova);
  • – quello del porticciolo turistico nell’area che dalla Cittadella Fieristica fino al Ringo ;
  • – quello della Falce (redatto dal medesimo progettista del Piano Regolatore Portuale).
  • I primi due progetti in particolare furono, per scelta dell’Autorità Portuale, coordinati attraverso la realizzazione di un “masterplan” che ridisegnava il waterfront urbano (dalla Stazione Marittima all’Annunziata) coerentemente con il Piano Regolatore Portuale (allora in fase di approvazione) e con le previsioni dei Piani Particolareggiati “fascia costiera Urbana” e “fascia costiera Ionica” previsti dal Piano Regolatore nell’art. 65 delle Norme Tecniche di Attuazione.

La cittadella della cultura

All’interno di tale “masterplan”, nel 2016 proprio io stesso, con la consulenza Tecnica dell’architetto Alessandro Tinaglia, avevo chiesto di poter inserire anche la realizzazione della Cittadella della Cultura all’ex Ospedale Margherita prevista dalla Legge Regionale- spiega ancora-. Il waterfront non è la passeggiata né solo il lungomare con adeguato arredo urbano, ma il waterfront è il modello di sviluppo economico, sociale, urbanistico e culturale della Messina del futuro”.

C’è già la visione

Nella lettera aperta Picciolo ricorda a Musumeci che esistono già forse anche troppi strumenti attuativi (Piano Regolatore Portuale e relativi Piani Operativi, PRG con relativi Piani Particolareggiati, Piano Paesaggistico Ambito 9, PUDM, SIC, ZPS, etc..), esiste una visione che li integra attraverso un progetto (masterplan) coerente, esistono le soluzioni tecniche e le visioni. Ma serve passare dalle parole ai fatti e soprattutto fare scelte politiche chiare in forte discontinuità con il passato.

Il progetto del mare

Per dare una svolta allo sviluppo del nostro “Progetto del Mare”, che può oggi essere la somma di tante idee brillanti ed innovative, che può coinvolgere le migliori intelligenze professionali cittadini ed anche internazionali, bisogna sviluppare delle forti sinergie Istituzionali. Occorre mettere da parte le evidenti e radicali diversità politiche per creare quelle sinergie indispensabili al rilancio economico di Messina”.


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3 commenti

  1. l’onorevole cade dal pero …come se lui in questi anni fosse stato in vacanza !!

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  2. Con la vostra lungimiranza in questi anni avete trasformato il water front in un water cess.

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  3. Francesco Cappello 10 Marzo 2021 20:18

    Incrementare i fondi per l’autorità portuale.
    Escludere i politici messinesi da ogni decisione su Messina, fogurarsi sul fronte mare.
    Ringraziare lo Stato, l’autorità portuale, De Simone, Di Sarcina e Mega per tutto ciò che hanno fatto.
    Lasciar perdere i politici messinesi.
    Salvo eccezzioni, sono inutili.

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