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Suolo pubblico e impianti pubblicitari, adesso non c’è più tempo da perdere

Francesca Stornante

Suolo pubblico e impianti pubblicitari, adesso non c’è più tempo da perdere

venerdì 08 Luglio 2016 - 13:43
Suolo pubblico e impianti pubblicitari, adesso non c’è più tempo da perdere

La questione è stata di nuovo al centro della X commissione presieduta da Daniele Zuccarello. La delibera presentata dall'amministrazione per modificare il regolamento che definisce canoni e tariffe adesso ha tutti i pareri necessari, quindi è pronta per approdare in consiglio. Ad oggi il Comune ha perso quasi 2 milioni di euro annui.

Adesso non ci sono più scuse. La delibera c’è, i pareri ci sono e sono tutti favorevoli, la questione è nota a tutti e tutti sanno della necessità di agire senza perdere ulteriore tempo. Per l’annoso problema del canone di suolo pubblico per gli impianti pubblicitari forse è arrivato il momento di cambiare rotta. Dall’inizio di questa amministrazione, e già prima ancora, a Palazzo Zanca si discute di come sanare il vuoto normativo che si è creato in questo settore e che di fatto ha scatenato un vero e proprio far west senza regole e senza possibilità alcuna per il Comune di controllare e incassare soldi. Oggi la questione è tornata ancora una volta al centro della X commissione consiliare presieduta da Daniele Zuccarello e c’era anche l’assessore Eller che sull’argomento non aveva celato grande preoccupazione e l’urgenza di intervenire al più presto. In ballo c’è infatti la delibera di giunta dello scorso febbraio che modificherà il regolamento sull’occupazione suolo pubblico attualmente in vigore. Si tratta del contestatissimo regolamento del 2011, lo stesso che ha fatto impazzire commercianti ed esercenti per le tariffe stellari che chiede Palazzo Zanca. Sul fronte degli impianti pubblicitari il problema è stato ancora peggiore perché prima il Tar di Catania e poi il Cga hanno dichiarato illegittima la parte di regolamento Cosap che definisce criteri e tariffe per la concessione di suolo pubblico destinato all’impiantistica pubblicitaria. Il risultato è stato che da oltre tre anni, nel settore degli impianti, nessuno paga più la concessione perché il Comune non può richiedere alcun canone. E così Palazzo Zanca rinuncia a quasi 2 milioni di euro annui, con un serio rischio di danno erariale che nei mesi è stato più volte sollevato dal dirigente del dipartimento Patrimonio Natale Castronovo.

Adesso la delibera però può andare finalmente in consiglio. Si aspettava il parere dei Revisori dei Conti che si sono espressi favorevolmente sul provvedimento proposto dall’assessore Sebastiano Pino, dunque adesso la strada dovrebbe essere in discesa anche perché questo atto era stato fortemente voluto dal consiglio comunale.

Anzi c’è di più. La presidente Emilia Barrile aveva presentato una delibera della presidenza, poi ritirata dietro l’impegno dell’amministrazione di portare in aula una revisione totale dell’intero regolamento Cosap. E, anche se la delibera esitata dalla giunta punta solo alla parte che riguarda gli impianti pubblicitari, non dovrebbero esserci grossi ostacoli.

Nel provvedimento la giunta segue esattamente la linea dettata dalla sentenza del Cga dello scorso 9 luglio che cassava totalmente la parte del regolamento Cosap del 2011, all’articolo 4 comma 4, che stabiliva che per calcolare il canone di occupazione suolo per gli impianti si debbano tenere in considerazione i metri lineari della proiezione a terra piuttosto che i metri quadrati che effettivamente quantificano l’area occupata. Con questa modifica si torna ai metri quadrati e si fissa a 1,4 il coefficiente previsto per calcolare le tariffe dell’impiantistica pubblicitaria. In pratica quasi le stesse cose che la presidente Barrile aveva inserito nel suo provvedimento, tra l’altro all’epoca condiviso dall’amministrazione. Sulla proposta Barrile però si era abbattuto il parere negativo della Ragioneria generale, che invece sulla delibera di giunta si è espresso positivamente. Lecito chiedersi perché dunque si sia perso tutto questo tempo, anche se adesso ciò che non è più rinviabile è proprio l’approvazione di queste modifiche.

Francesca Stornante

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