Galati, case distrutte dal mare, la rabbia dei residenti: "I pennelli non sono serviti a nulla" VIDEO

Galati, case distrutte dal mare, la rabbia dei residenti: “I pennelli non sono serviti a nulla” VIDEO

Matteo Arrigo

Galati, case distrutte dal mare, la rabbia dei residenti: “I pennelli non sono serviti a nulla” VIDEO

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venerdì 10 Febbraio 2023 - 11:41

Abitanti senza parole al fianco delle rovine e dei resti delle proprie case. Si tratta della prima mareggiata dopo il collaudo dello scorso luglio

MESSINA – Nottata da incubo per gli abitanti dei villaggi marini della zona sud, con il mare che ha ruggito con forza a ridosso delle case. A Galati si contano i danni, l’acqua è entrata in numerose abitazioni, distruggendo recinzioni e allagando i piani bassi. I danni peggiore a nord del villaggio, alla foce del torrente Galati, dove alcuni alloggi sono stati distrutti e il mare ha trascinato con forza muri e intere costruzioni.

“Sono figlia di una proprietaria di una di quelle case che stamattina abbiamo visto sparire – racconta una donna con amarezza -. Quello che mi fa rabbia è che questa mattina non abbiamo visto nessuno degli amministratori. Nessuno è venuto qui a monitorare né ieri né oggi, niente prima e niente adesso. Non ci sono parole”. “Noi siamo pescatori – racconta un altro, mostrando i danni delle mareggiate – ora qui come faccio? Qui c’era un pennello, doveva uscire per 70 metri e l’hanno fatto piccolo. I i risultati sono questi”.

La prima mareggiata dal collaudo del luglio 2022

E ancora un’altra abitante: “Ci troviamo qui per l’ennesima volta, nostro malgrado, perché noi ci eravamo fidati, eravamo ben contenti della realizzazione di questo progetto e ci auguravamo di non ritrovarci qui. Ci siamo affidati a loro ma sapevamo che questo intervento era stato realizzato troppo tardi rispetto al progetto del 2014, quindi lo stato dei luoghi si era modificato. Forse bisognava cambiare qualcosa”. Dal Comitato “Salviamo Galati”, la presidente Giulia Ingegneri spiega che a luglio 2022 sono stati consegnati i lavori dopo i collaudi. Quella di stanotte è di fatto la prima mareggiata dalla consegna e i risultati non vanno a favore del progetto, con molte abitazioni raggiunte e distrutte ugualmente dalle onde.

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4 commenti

  1. Non sarebbe più logico non costruire vicino al mare? Altro che pannelli….

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  2. Un articolo su Tempostretto del 5 ottobre 2022 aveva già rilevato le criticità, già gravissime, che c ‘ erano state alla prima mareggiata ,mettendo in evidenza lo sbaglio dei lavori effettuati…. e SEMPRE Tempostretto è rimasto l’UNICO, vicino agli abitanti di queste frazioni, per segnalare continuamente il pericolo EVIDENTE che correvano , ogni qual volta imperversava il maltempo …..ennesima volta che si contano i danni 😤😖😡….questa volta è toccato alle case, e non alla vita ,per fortuna di questi abitanti ,ma sono comunque perdite che gravano economicamente e che si potevano evitare visti gli innumerevoli esposti fatti …..ora io mi chiedo ,la stessa attenzione che ha Tempostretto sulle problematiche dei cittadini ,non la potrebbe avere questa amministrazione????? Mi fa rabbia che si siano fatte scene plateali di inizio lavori e poi il fermo subito dopo ,e sono sicura che si deve a Tempostretto quei pochi lavori anche se (inadeguati) che sono stati fatti…..il risultato delle incompetenze degli ordini preposti è sotto gli occhi di tutti …… è vero che la natura diventa imprevedibile e distruttiva ma è pure vero che si sapeva a cosa si andava incontro senza le adeguate protezioni, che in ogni caso avrebbero attutito i danni se fatte per come andavano fatte!!!!

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  3. SILVIO SFRAVARA 11 Febbraio 2023 16:57

    QUESTI GENI NON LO SAPEVANO CHE A COSTRUIRE SULLA SPIAGGIA LE MAREGGIATE SI PORTAVANO VIA LE CASE

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  4. Noto commenti discordanti sulla costruzione delle case.Basta vedere al catasto e al Comune se le case distrutte erano a norma oppure no. Semplice!! Se le case distrutte risultano a norma hanno ragione i proprietari ad ottenerne il risarcimento.Se non erano a norma dovrebbero essere questi proprietari a risarcire il comune obbligato a eliminarne i resti

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