Lo spettacolo ha fatto rivivere agli spettatori gli anni '90 con diversi medley dei suoi più grandi successi
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Due ore di musica e di emozioni hanno catapultato gli spettatori dritti negli anni ’90. Marco Masini ha riconquistato il suo pubblico a Capo Peloro, sotto le stelle e il Pilone. In un’atmosfera magica con vista sullo Stretto di Messina il cantante ha fatto rivivere le emozioni dei suoi più grandi successi, ripercorrendo 30 anni di carriera.

I medley anni ’90
Dal primo medley anni ’90 con “Il cielo della vergine”, “Dentro di te fuori dal mondo” e “Le ragazze serie” al secondo di metà scaletta con “Ci vediamo”, “La libertà”, “Chi fa da sé”, “Malinconia”, “Perché lo fai” e “Vai con lui”. Marco Masini entra in scena sulle note dell’ultimo brano portato a Sanremo nel 2026 con Fedez, “Male necessario”, ripercorre appunto tutti i suoi più grandi successi degli anni ’90, e infine chiude lo spettacolo con “Parlo di noi”.

“Le mie canzoni non parlano solo di me ma di tutti noi”
“Quando ho iniziato a scrivere parole e note ero convinto che fosse un modo per raccontare e parlare di me, poi sono cambiate tante cose e quelle parole e quelle note negli anni le ho sentite cantare a tantissima gente. Ed è qui che tutto è cambiato, perché tutta questa gente mi ha fatto capire una cosa importante e cioè che io nelle mie canzoni non parlo solo di me ma di tutti noi”, dice in chiusura l’artista. Tutti i musicisti si ritrovano in fila sul palco e dedicano quest’ultima canzone a tutto il pubblico che ormai ha lasciato il posto a sedere e si è accalcato alla transenna che separa la platea dal palco.

Tutti in piedi per “Bella stronza”, “Vaffanculo” e “T’innamorerai”
Il pubblico ha ascoltato e battuto le mani partecipando dal proprio posto per tutto il concerto, ma a fine spettacolo tutti hanno sentito l’esigenza di alzarsi e avvicinarsi al palco. Da “Bella stronza”, passando per “Vaffanculo” e “Ci vorrebbe il mare” fino a “T’innamorerai” gli spettatori hanno lasciato la sedia e si sono avvicinati alla transenna cantando a squarciagola le canzoni che hanno segnato le sofferenze amorose di intere generazioni.

Masini dedica “Principessa” alle donne vittime di violenza
Poco prima della calca sotto il palco uno dei momenti più emozionanti del concerto. Masini introduce la canzone “Principessa” parlando delle sue due bravissime coriste. “Ho voluto fortemente due donne qui con me sul palco. Due voci di donne che riempissero un’arena come questa. Perché ci sono troppe voci di donne che non riusciamo a sentire mentre stanno chiedendo aiuto, ci sono troppi silenzi che nessuna donna dovrebbe essere costretta a vivere”, dice prima di iniziare a cantare il brano del 1995. “Principessa” era contenuto nell’album “Il cielo della vergine”, scritto insieme a Giancarlo Bigazzi. Il testo affronta un tema molto forte e crudo: l’abuso su una minore all’interno delle mura domestiche. E lo fa con un testo molto esplicito e violento, che è proprio la cifra stilistica di Masini. Il brano nasceva dalla volontà di denunciare una realtà difficile ma diffusa negli anni ’90 e purtroppo ancora oggi. Il testo, infatti, è tristemente attuale nonostante siano trascorsi più di 30 anni dalla sua scrittura.

Il testo di “Principessa” scritto nel 1995
Tu zitta fra le lacrime
ha fatto tutto lui
ubriaco come al solito
padrone più che mai
un padre senza l’anima
che mangia un pò di sè
ed ha crocifisso
l’angelo che c’era dentro te
e ora asciughi i tuoi occhi alla sottana
dolce figlia di un figlio di puttana
Non devi dirlo al parroco
e forse neanche a Dio
ma devi sotterrartelo
nel cuore amore mio
perciò stanotte
chiuditi a chiave dentro te
e domattina aspettami
ti porto via con me
Lasceremo su questo mondo infame
le carezze al fratellino e al tuo cane
Vieni principessa ti porto via con me
ci sarà in questo mondo di merda
una rosa rossa da cogliere per te
e domeniche e sogni sull’erba
ci sara un lavoro e il caldo di una stanza
e ogni giorno almeno un piatto di sperata speranza
Vieni principessa ti porto via da qua
questo mondo di fame e violenza finirà
Avevo un serramanico
ma l’ho buttato via
in fondo a una discarica
venendo a casa tua
e lì c’è nato
un albero cresciuto come noi
sotto i due grandi noccioli
che sono gli occhi tuoi
e ora dentro non c’è odio nè vendetta
ma una foglia che vuol essere difesa e protetta
Vieni principessa ti porto via con me
fra le stelle di un altro pianeta
dove non c’è il grasso e maledetto re
che ti ha dato e ti ha preso la vita che c’è in te
dove il male non ti guarda e non ti tocca
e il sorriso vola ancora al nido della tua bocca
Vieni principessa ti porto via con me
fra le stelle di un altro pianeta
c’è una rosa rossa da cogliere per te
e domeniche e sogni di vita
vieni principessa ti porto via con me…
via con me.
Vedi qui la galleria fotografica







