Scongiurato lo sfratto di 5 famiglie nel Rione Ferrovieri, parte la trattativa con Fs VIDEO

Scongiurato lo sfratto di 5 famiglie nel Rione Ferrovieri, parte la trattativa con Fs VIDEO

Marco Olivieri

Scongiurato lo sfratto di 5 famiglie nel Rione Ferrovieri, parte la trattativa con Fs VIDEO

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giovedì 23 Febbraio 2023 - 19:10

A Messina, in via Padova, concessa una proroga in vista di un accordo per un canone sociale. Gli immobili potrebbero essere acquistati da Arisme

MESSINA – Emergenza casa a Messina. Oggi, 23 febbraio, al Rione Ferrovieri è stato scongiurato uno sfratto. Cinque famiglie in via Padova, sostenute dall’Unione inquilini, temevano lo sgombero. Le Ferrovie dello Stato, proprietari degli immobili, però, hanno accettato di dare una proroga di quattro mesi a queste persone, con dieci minori, e di avviare una trattativa con l’Agenzia per il risanamento, Arisme, che potrebbe acquistare gli immobili. Mette in risalto Ivan Calì, dell’Unione inquilini.”Una soluzione che consentirebbe alle famiglie di rimanere in questi alloggi fatiscenti e di cui loro si sono occupati, in parte risanandoli, per nove anni. Il tutto con un canone sociale, compatibile con le loro difficili condizioni economiche, e in futuro potrebbero pure riscattare le case. Risulta fondamentale che le istituzioni curino percorsi di avviamento al lavoro per queste persone. Ora l’elemento che fa ben sperare è l’intenzione dei soggetti in campo di trovare una soluzione definitiva, senza sfrattare nessuno”.

Aggiunge Debora Blandino (nella foto con Tania Vizzari e Ivan Calì), 34 anni, una degli abitanti di via Padova: “Siamo grati di questa soluzione e confidiamo in una risoluzione. Io, come tante altre persone, vivo il problema della carenza di lavoro e non sono in grado di sostenere l’affitto mensile. Il canone sociale? Sì, siamo disponibili, da sempre, a regolizzare la situazione. Vogliamo un contratto per pagare il canone di locazione. Speriamo di ritrovare la serenità perduta in questi anni e rialzare il capo”.

Da parte sua, Calì parla di “una sofferenza abitativa di mille nuclei familiari e con almeno ventimila alloggi sfitti, che potrebbero essere comprati dal Comune e dati a canone sociale, magari dialogando con Iacp e commissario straordinario per il risanamento. Riteniamo che i protocolli d’intesa potrebbero risolvere il problema. Finita l’erogazione di fondi per morosità incolpevole e dei fondi affitti, che hanno aiutato tante famiglie in momenti di crisi economica, la situazione sociale è esplosiva e va affrontata con efficacia. Il reddito di cittadinanza è per queste persone una risorsa importante. E, invece, c’è stata una caccia alle streghe. Al contrario, le istituzioni si devono prendere cura dei loro bisogni. Sono tante le zone in cui si vive il disagio: dalle cosiddette case fantasma di Zafferia e dell’Ex Gife, a due passi dalla via Padova, a tante altre che stiamo scoprendo. È importante che anche Patrimonio Spa e gli altri enti facciano un’indagine approfondita. Noi stessi, un sindacato legato al problema abitativo, ci imbattiamo sempre in nuove realtà che vivono questo disagio. Dato che noi lo facciamo gratuitamente, e non saremmo nemmeno preposti a questo, ci aspettiamo uno sforzo in più da parte delle istituzioni”.

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