Centro Buon Pastore aiuta la comunità ortodossa nella raccolta di cibo e farmaci. "Casa della Misericordia" ha accolto due famiglie in fuga dalla guerra
Servizio di Silvia De Domenico
E’ la macchina della solidarietà più partecipata nel nostro territorio. Offerte in denaro, donazioni di cibo, farmaci e indumenti. Famiglie che si sono offerte di ospitare profughi in fuga. Il grande cuore dei cittadini messinesi non si è risparmiato.
La più grande partecipazione a Messina
“Siamo molto contenti della grande partecipazione dei nostri concittadini”, racconta il dottore Francesco Certo, fondatore della Onlus Terra di Gesù. “Veniamo da una lunga raccolta durante la pandemia, proseguita poi con il banco farmaceutico. Due anni che hanno messo a dura prova la beneficienza cittadina, eppure i messinesi hanno donato e anche tanto”. E gli scatoloni che hanno riempito il Centro Buon Pastore ne sono la dimostrazione. Un altro camion carico di solidarietà è partito proprio stanotte da Messina, diretto al confine con l’Ucraina.
Raccolta coordinata dalla chiesa ortodossa
La raccolta è stata portata avanti insieme al Cirs e Federfarma e coordinata da padre Giovanni Amante, parroco della chiesa ortodossa di Messina.
Due famiglie accolte dalla “Casa della Misericordia”
Ma la Onlus non si occupa solo di raccolta di beni di prima necessità. Gia da alcune settimana la “Casa della Misericordia” di Giampilieri ospita due famiglie ucraine fuggite dalla guerra. Due persone sono arrivate qui positiva al Covid e subito visitate e messe in isolamento. Nell’altro nucleo invece ci sono due bambini di 4 e 10 anni per i quali si sta lavorando a un programma di integrazione e accoglienza scolastica.
Per i profughi africani una solidarietà differente
La coordinatrice della casa di accoglienza Mariella Costantino ci racconta il percorso che stanno affrontando gli ucraini arrivati in struttura. “Abbiamo già esperienza di accoglienza profughi, in quanto lo abbiamo fatto per tanti anni con gli africani”. La macchina della solidarietà che si è attivata in città per gli ucraini è differente da quella riservata ai profughi africani negli anni passati. “Non so quale sia il motivo – spiega la Costantino – che abbia fatto mobilitare la gente molto di più rispetto al passato. Forse perchè è una guerra che vediamo di più, che ci viene propinata h24″. Sono due mondi completamente differenti, ma pur sempre bisogni e dove c’è un bisogno Terra di Gesù c’è e risponde sempre.
