Oggi la processione e si rinnova il rito religioso nel nome della Madonna. Ed è anche un evento di richiamo, tra la fatica dei tiratori e la spettacolarità
MESSINA – Una storia di fede con più di 500 anni alle spalle. E venne il giorno del “Viva Maria”. Oggi è il giorno della processione della Vara a Messina. Un evento religioso, nel nome della Madonna e dell’Assunzione, ma anche di richiamo per la sua spettacolarità, tra la fatica dei tiratori e la spettacolarità della machina” votiva e della “girata”.
Si tratta pure di una vera e propria festa di popolo. Una manifestazione che per un giorno, nella super classista Messina, abbatte barriere sociali e vede correre insieme, come in un unico corpo, un’intera città. È stato detto più volte: magari ci fosse questo senso d’appartenenza, nel segno dello spirito civico e del legame sociale, negli altri 364 giorni.
Il programma del 15 agosto messinese
Venerdì 15 agosto, alle ore 7, Legature delle Gomene. Alle 11, nella Basilica Cattedrale, il Solenne Pontificale. Alle 18.30, la partenza da Piazza Castronovo della secolare Processione della Vara. Alle 21, l’arrivo della Vara a Piazza Duomo e la celebrazione eucaristica in Cattedrale. Alle 23 lo spettacolo pirotecnico.
La storia della Vara
Le origini della Vara, secondo più fonti, risalgono al XVI secolo, collegandosi ai festeggiamenti tributati dal Senato e dal popolo messinese all’Imperatore Carlo V, transitato per Messina nel 1535 dopo la vittoriosa spedizione contro i turchi. Ad accogliere il sovrano fu un carro trionfale nel quale la distribuzione dei personaggi e dei simboli cosmici era in buona sostanza analoga a quella attuale.
La “machina” votiva, tra i più grandi apparati processionali d’Europa, ritrae il momento dell’assunzione in cielo della Vergine Maria attraverso una composizione piramidale dell’altezza di quasi 14 metri e un peso di circa 8 tonnellate. Nella prima delle piattaforme che compongono la sua struttura trova posto la raffigurazione del corpo esangue della Santa Vergine. Più in alto vi è la rappresentazione dei sette cieli che l’Alma Mater deve attraversare per raggiungere l’Empireo. Ancor più su scopriamo un globo terracqueo sormontato da una cortina di nubi costellata da schiere di angeli. E, infine, sulla sommità, l’effige di Gesù Cristo che tiene sulla sua mano destra l’anima della Vergine assunta in cielo.
L’intera struttura poggia su un poderoso ceppo munito di slitte che viene trainato, al grido di “Viva Maria!”, da circa un migliaio di devoti per mezzo di due gomene lunghe ciascuna oltre 110 metri. Attorno alla base, poggiati a un reticolo di stanghe a crociera, vogatori e timonieri ne dirigono il percorso, correggendo di volta in volta gli eventuali sbandamenti del carro.
Fino al 1860 tutti i personaggi della Vara erano viventi
La Vara è composta da una struttura in ferro battuto (detta “campana”), contenente articolati ingranaggi meccanici che fanno animare tutto l’apparato durante il tragitto, conferendone ulteriore fascino. Fino al 1860 tutti i personaggi erano viventi, malgrado i gravi incidenti accaduti nei secoli XVII e XVIII. In seguito questi vennero sostituiti da raffigurazioni in cartapesta. La bambina che impersonava la Madonna, dotata di ricco corredo e offerte in denaro, era scelta dal Senato tra tante concorrenti. La piccola anticamente non doveva superare i sette anni d’età e aveva la prerogativa di chiedere la grazia per un condannato a morte, circostanza che più volte si verificò.
Nel 1926 la festa della rinascita
Nel 1902 si svolse il corteo in costume, con i Cavalieri della Stella e il Senato sulla splendida carrozza. Il terremoto del 1908 ne sancì una inevitabile interruzione per quasi un ventennio sin quando, nel 1926, con la festa della rinascita, la tradizione venne ripresa con il percorso attuale, spostando la partenza più a nord, a piazza Castronovo. Da qui la processione segue la via Garibaldi sino a giungere all’incrocio con via I Settembre, dove avviene la manovra più complessa, detta -girata- o -virata-, per collocare la Vara in asse e affrontare il breve tratto di strada che separa da piazza Duomo.

Viva Maria il 15 agosto, homo homini lupus il resto dell’ anno.
Sono orgoglioso di me stesso di non avere visto neanche un’ edizione della vara in 51 anni.