TEATRO
Viaggio itinerante nella tragedia shakespeariana intervallata dai momenti di un sogno estivo
Lunedì, 17. Luglio 2017 - 11:10
Scritto da: Tosi Siragusa
Categoria: teatro


Il 14 luglio, nella cornice barocca del Monte di Pietà, è intercorsa, alla presenza di Daniele Gonciaruk, una conferenza stampa di presentazione alla città dell’evento in due manche – la prima dal 20 al 22 luglio, Shakespeare Horror Story – Il Tradimento, ciascuna data con due repliche, alle 19 e alle 21, presso il Forte San Salvatore (con ammissione di soli 55 spettatori a volta, spettacoli già sold out), la seconda, dal 27 al 29 luglio, Sogno di una notte di mezza estate, alle 21.15, presso il Monte di Pietà.

Il Piccolo Festival Shakespeariano sotto la direzione artistica del poliedrico Daniele Gonciaruk, con l’Associazione culturale “Officine Gonciaruk”, ripropone dunque con studiate varianti nei suggestivi meandri interni ed esterni del seicentesco forte messinese, una summa di sette tragedie, in un percorso itinerante rivisitato rispetto a quanto già portato in scena con gran successo l’anno addietro. Se l’horror dell’animo umano era stato lo specifico fil rouge della scorsa piece, con Tito Andronico, opera crudelissima, quale incipit e leitmotiv - con il sacrificio di uno dei tre figli della principessa prigioniera e vendette multiple connesse - in questa edizione rinnovata, reputata più percorribile della precedente, che si prolungava per due ore e venti minuti, i peccati capitali la fanno da padroni, sette come le tragedie richiamate. Si rimescolano poi le carte del classicismo e della cultura pop nella seconda rappresentazione, sintesi di poesia e di elegante gusto, ma con spunti neri e inquietanti, secondo una griglia di colori e una musicalità che si dipanerà in tutta la piece, spaziando dagli anni '30 al periodo pop '70–'80 e con riferimenti anche più attuali; Gonciaruk ha confessato di sperare che il pubblico non ritenga tale scelta, con il testo peraltro rimasto fedele, dissacrante, anche per il dichiarato omaggio a Raffaella Carrà, fatina televisiva nell’immaginario collettivo degli italiani quale icona. In conferenza stampa si è voluto con originalità far assistere il numeroso pubblico presente – di addetti ai lavori e non – a due brevi flash – mob, in anteprima, dei due spettacoli, che sono ancora, ovviamente, nel pieno delle prove; un sorta di prova a scena aperta, ove nella prima rappresentazione, otto figure di donna, con il prologo dedicato alle macbethiane sorelle fatali, e la rappresentazione di spunti delle sette opere tragiche, infine vanno incontro al destino, verso un essere femmineo altero e immobile, che fermo in cima, aspetta. Sono ripercorse, con il biblico bacio dato da Giuda a Gesù, che suggella il tradimento dei tradimenti e rappresenta il tema principale da rintracciare in forme diverse in ognuna delle sette tragedie, le opere Romeo e Giulietta, Re Lear, Riccardo III, Amleto, Otello, Macbeth e Tito Andronico e ad esse è abbinata una commedia, che la direzione artistica ha scelto di portare in scena rispetto alla più scontata Molto rumore per nulla molto più rappresentata a Messina proprio per questa sua locale ambientazione. Nel flash mob ecco apparire 5 spiritelli, Puck, il buffone, (chiamato” Robertino Buonalana”) Titania, la Regina delle Fate (in vesti maschili), Oberon; per condivisibile scelta artistica di non svelar in anticipo i costumi, costituenti parte preponderante dell’opera, gli attori 

Daniele Gonciaruk
non hanno vestito qui i panni d’epoca. In conclusione, Shakespeare, il grande ladro della drammaturgia universale, che ha sovente attinto con valenza assoluta a script esistenti ma con gran creatività - e che è stato a sua volta esemplare per i drammaturghi successivi – può definirsi il sommo inventore dell’uomo, autore di partiture che costituiscono ancora ai nostri giorni valido banco di prova attoriale, l’ABC dello studio di scuole teatrali ed è qui tratteggiato attraverso la gran parte delle opere tragiche, ad eccezione di Giulio Cesare e Antonio e Cleopatra. La suggestione dei natali messinesi, che trova ormai tanti estimatori, parrebbe in parte accreditata, pur se di difficile verifica. Certo è che l’attribuzione della nascita in Inghilterra, con poveri natali, mal si concilia con le conoscenze più disparate che l’autore dimostra di possedere, che acclarano una sua frequentazione del mondo all’epoca conosciuto, forse viaggiando, forse no. Anche se la messinesità Shakespeariana (Guglielmo Crollalanza) resterà leggenda, questa ulteriore scelta di omaggiare ancora un grandissimo autore di un teatro generatore di forti emozioni, di pulsioni universali dell’animo umano in cui ci possiamo sempre rispecchiare, è stato un dono alla città. 

Ottimo Daniele Gonciaruk, messinese formatosi a Roma, ma ritornato nella sua Messina, artigiano del palcoscenico che riesce sempre a coniugare modernità e contemporaneità – con forti richiami ai nostri tempi – con classicità. Adattatore teatrale, attore e regista, porta avanti percorsi virtuosi, approntando il proprio valente contributo per un teatro inteso come mezzo di istruzione di massa, nel senso di formativo e educativo, profondendo le sue energie nella cura di un laboratorio, quello della Scuola Sociale di Teatro, che, anno dopo anno, sforna futuri talenti e segue sempre la cifra stilistica della ricerca. Attendiamo con interesse via via crescente queste due piece sicuramente innovative, che, in conferenza stampa hanno visto la presenza dell’Assessore alla Cultura Federico Alagna e hanno avuto il patrocinio di Comune, Città Metropolitana di Messina, Fondazione Bonino–Pulejo e Assemblea Regionale Siciliana; si apprezza in particolare il tentativo di voler eliminare, con l’abbattimento della c.d. quarta parete, la frattura fra gli attori, allocati sul palcoscenico, e gli spettatori posti a distanza, con evidente tentativo di interazione, con il pubblico al centro dell’azione creativa, per poter instillare ancora meglio quell’identificazione con i personaggi, protagonisti della “Via Crucis” a stazioni che ricalca l’umana esistenza. Il cast artistico sarà arricchito dalla partecipazione di Nicola Calì. La terza edizione, si è appreso, sarà condotta intorno alla tematica della vendetta, con omaggio al cinema horror e musiche scelte ad hoc.

Tosi Siragusa

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VI SIETE DIMENTICATI DI DIRE CHE IL GRANDE WILLIAM SHAKESPERARE E' NATO A MESSINA FORSE A GIOSTRA O NO? MI PARE CHE UN GRANDE POLITICO LOCALE MESSINESE HA INVIATO UNA LETTERA ED E' ARRIVATA DA BUCKINGHAM PALACE A MESSINA DA PARTE DELLA REGINA ELISABETTA D'INGHILTERRA. QUESTO E' IL COLPO DEL SECOLO.

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