Incontro in Vaticano con il milazzese don Stefano Trio, che ha consegnato al Pontefice la relazione genealogica. In primo piano la figura del nonno
MILAZZO “Per don Stefano Trio, missionario del preziosissimo sangue e segretario generale della Conferenza italiana dei Superiori Maggiori in Roma, quello di stamattina (ieri 1 luglio, n.d.r.) è stato il primo incontro con Sua Santità Leone XIV. Non si è trattato di una visita dettata esclusivamente da esigenze di servizio pastorale. Don Stefano ha colto infatti l’occasione per accennare al Santo Padre della nostra Milazzo e anche dei suoi antenati, i Riggitano“. Così il sacerdote Antonino Bono (la foto in evidenza è tratta dalla sua pagina Facebook).
Il Papa ha consegnato a sua volta al milazzese Trio una foto con dedica: “Alla città di Milazzo con la mia benedizione”. E si è appassionato alla vicenda del nonno che, prima di partire, abitava nella via Sant’Agostino.
Da Milazzo agli Stati Uniti: la storia del nonno paterno di Papa Leone XIV
Aveva spiegato il sindaco Pippo Midili nel mese di maggio: “Gli atti ufficiali conservati al Comune di Milazzo confermano la ricostruzione che i genealogisti del “Genealogy Discord Server” e del “Centre de Généalogie” hanno pubblicato riguardo all’origine italiana e milazzese di Papa Prevost. E ciò attraverso il nonno paterno, Salvatore Giovanni Riggitano, nato a Milazzo il 24 giugno 1876 in una casa di via Ottaviano, figlio di Santi Riggitano e di Maria Alioto (altro cognome milazzese), uniti in matrimonio nel 1853. Il nonno del Pontefice emigrò in America nel 1904 dove raggiunse a Quincy, nello Stato dell’Illinois, la sorella Rosa, sbarcata a New York nel giugno del 1903 con la nave Lombardia salpata dal porto di Napoli (come risulta dai dati di Ellis Island da noi rintracciati)”.
Lì Salvatore Giovanni Riggitano diventa John e cambia anche cognome in Prevost (che era il cognome della madre della moglie Suzanne) poiché era sorto anche un caso (lui era già sposato). Intanto aveva iniziato a insegnare lingue (italiano incluso). Proprio al suo lavoro si lega la chiave di questo “giallo”: un annuncio pubblicitario di un tale Riggitano-Prevos sul Chicago Tribune del 6 maggio 1934. Nel 1940, poi, è lui stesso a dichiarare, come richiesto dalle autorità, di non essere cittadino americano, di chiamarsi John Riggitano Prevost ma di essere arrivato negli Usa con il nome di Salvatore Giovanni Reggitano Alioto (cognome, quest’ultimo, materno).
E poi a certificare questa notizia è stato il rinvenimento della documentazione negli antichi registri di palazzo dell’Aquila, come confermato dallo stesso primo cittadino, mostrando i due certificati prodotti dall’ufficio demografico dopo aver consultato i faldoni.
