Messina. La deputata del Pd Marino visiterà la Casa circondariale di Gazzi, con Hyerace e Leanza, e interpella il ministro. "Fallimento del sistema penitenziario"
MESSINA – “Un altro suicidio in carcere, peraltro ampiamente annunciato, certifica il fallimento del sistema penitenziario. La morte di Stefano Argentino, al di là della gravità del reato commesso, mette infatti in serio dubbio la capacità del sistema penitenziario di garantire l’incolumità dei reclusi. Si tratta di un fatto grave su cui va fatta piena chiarezza”. Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino, depositando una interrogazione al ministro Nordio sul caso del 22enne che si è tolto la
vita il 6 agosto nella casa circondariale di Gazzi, a Messina. Argentino era detenuto in attesa di giudizio per avere ucciso la giovane studentessa Sara Campanella.
Conclude la parlamentare del Partito democratico: “Nonostante i chiari segnali di disagio psichico manifestati fin dall’arresto, Argentino era stato ritenuto idoneo alla detenzione ordinaria. Serve un’indagine rigorosa per capire se vi siano state omissioni o sottovalutazioni nella gestione di un caso ad alto rischio. La tutela della salute mentale in carcere non può essere secondaria. Non va inoltre sottovalutato la grave carenza di personale denunciata dai sindacati di categoria, che comprometterebbe la sorveglianza dei detenuti più vulnerabili”.
“Fare luce sulle condizioni dei reclusi e dei più fragili a Gazzi”
Con la deputata Dem, a fare l’ispezione al carcere di Gazzi ci saranno il segretario provinciale del Partito democratico di Messina Armando Hyerace e il deputato regionale Calogero Leanza. Così Hyerace: “Il suicidio di Stefano Argentino, la cui condizione psicologica evidenziava un evidente bisogno di attenzione e monitoraggio, impone di capire le ragioni che hanno portato a ridurre le misure di controllo nei
suoi confronti e di fare chiarezza sul sistema di sorveglianza dei detenuti all’interno del carcere di Gazzi”.
“Si tratta di un fatto gravissimo – prosegue il segretario – che rende necessario fare piena luce sulle condizioni dei reclusi più fragili e sulle carenze strutturali e di personale, denunciate da tempo. La
deputata Marino verificherà personalmente la situazione per accertare eventuali omissioni e garantire che la tutela della salute mentale in carcere non sia mai relegata in secondo piano”.
Da Alessandro Russo un’altra richiesta d’ispezione al carcere di Messina
Nel frattempo il consigliere comunale Alessandro Russo, sempre del Pd, ha scritto al dirigente del Dap, Dipartimento dell’amministrazione, e alla prefetta Di Stani con una richiesta d’ispezione sempre al carcere di Gazzi. Scrive Russo: “In particolar modo, la struttura di Gazzi, secondo quanto emerge da dettagliati report di parte sindacale ma anche dall’ultima relazione semestrale del Garante per i diritti dei Detenuti del Comune di Messina, sarebbe sotto dimensionata dal punto di vista del personale, che ha spesso
subito – anche di recente – aggressioni e violenze da parte di alcuni detenuti reclusi, comprese azioni di violenza nei confronti della direttrice della struttura. Il personale di polizia penitenziaria impiegato è numericamente insufficiente e sottoposto a carico di lavoro eccessivo, così come a condizioni di stress e di pericolo a causa dei ripetuti attacchi di aggressione che lo ha visto suo malgrado protagonista passivo”.
E ancora: “Allo stesso tempo, la struttura risulta sprovvista del personale educativo che dovrebbe assistere i detenuti e anche caratterizzata da condizioni di convivenza negli spazi interni che appaiono molto angusti a causa dall’esiguità degli spazi a disposizione dei detenuti (con conseguente sovraffollamento).
Desta particolare preoccupazione anche la condizione del centro sanitario dentro il carcere, secondo quanto emerge dai report di parte sindacale”.
Continua il consigliere del Pd: “Infine, sono stati diversi gli episodi di tentativi di immissione dall’esterno di sostanze stupefacenti fin dentro la struttura attraverso l’utilizzo di droni, che presupponeva la connivenza di soggetti interni: episodi molto gravi che sono, infatti, attualmente oggetto di indagini da parte della locale Procura. E il suicidio del detenuto Stefano Argentino si inserisce in un quadro di condizioni della struttura che destano serie e vive preoccupazioni, sulle quali si ritiene che il Dipartimento dovrebbe intervenire con un’ispezione volta ad accertare le condizioni di dignità e di rispetto della condizione del detenuto che dovrebbero essere tutelate e salvaguardate”.
