Il 16 febbraio l'ultima azione. Dopo l'alluvione e l'allarme dei cittadini, l'intervento dell'Autorità di bacino nella contrada vicino all'ospedale e al campo da rugby
MESSINA – Messa in sicurezza idraulica di un tratto del torrente Papardo per un importo complessivo di 189mila euro. 140mila per i lavori. L’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, Dipartimento regionale, diretta dal segretario generale Leonardo Santoro, ha completato il lavoro al 90%. La consegna definitiva il prossimo 16 febbraio. Si tratta del progetto per la “rifunzionalizzazione idraulica mediante ricostruzione di una briglia di un tratto del torrente Papardo in corrispondenza delle coordinate geografiche”.
Il rischio era quello di un collasso delle opere idrauliche esistenti a valle in una zona di grande densità come popolazione. E con strutture come l’ospedale. Il rup, responsabile unico del procedimento, è l’ingegnere Giacomo Tringali. Altro ruolo chiave quello del dirigente del servizio 7 territoriale dell’Autorità di bacino per la provincia di Messina: l’ingegnere Rosario Celi.




Le alluvioni, l’allarme dei cittadini e gli interventi nel tratto del torrente Papardo vicino all’ospedale
Viene sottolineato nel decreto regionale: “A seguito di numerose segnalazioni di cittadini (frequenti le alluvioni e gli allagamenti, n.d.r.) il 19 febbraio 2025 è stato effettuato sul torrente Papardo, in contrada Carcarazza, a circa 300 metri dal campo di rugby, un sopralluogo congiunto del personale dell’Autorità, della Città metropolitana e del Comune di Messina. Ed è stato riscontrato, nell’alveo del torrente Papardo, il danneggiamento di una briglia e la rottura completa di quella successiva. Ciò ha determinato la deviazione del normale deflusso delle acque torrentizie verso la sponda sinistra, causando una notevole erosione spondale, con conseguente notevole afflusso di materiale detritico verso valle. Il tutto in un’area densamente urbanizzata per la presenza della struttura ospedaliera e di altre strutture pubbliche e private”.
Poi il 25 febbraio c’è stato un altro sopralluogo. E sono stati individuati gli interventi necessari: “Una sottomurazione in calcestruzzo armato a protezione della briglia danneggiata; opere di difesa spondale con la posa di gabbioni metallici a protezione del tratto scalzato in sponda a sinistra e destra per circa 50 metri; realizzazione di una nuova briglia in calcestruzzo armato in sostituzione di quella collassata, da ancorare alle sponde laterali”.
Il completamento a febbraio
In seguito alla Conferenza dei servizi, sono stati conseguiti i pareri favorevoli al progetto da parte delle istituzioni. E quello ambientale semplificato da parte dell’assessorato regionale competente (assessorato del Territorio e dell’ambiente). I lavori sono stati consegnati il 15 ottobre e ora si attende il completamento a febbraio.

Invece, il Torrente Annunziata resta all’abbandono totale. Niente copertura e neppure pulizia e manutenzione.
bella opera, adesso aspettiamo fiduciosi che venga adibita a discarica dai bravi cittadini