Operazione Officina, chiusa l'indagine per trentasei persone.

Operazione Officina, chiusa l’indagine per trentasei persone.

Operazione Officina, chiusa l’indagine per trentasei persone.

lunedì 27 Luglio 2009 - 17:15

Il PM della DDA Giuseppe Verzera ha concluso le indagini preliminari, sfociate, il 24 febbraio scorso, nell’operazione Officina, 25 arresti dei carabinieri tra gli appartenenti a due giri di spacciatori, operanti tra Mili Marina e Maregrosso.

L’indagine svelò l’esistenza di due diverse organizzazioni, una a conduzione familiare, l’altra ruotante intorno un’autorimessa di Canneto, a Mili Marina, rivelatasi un supermercato della droga.

Ecco le 36 persone per le quali il sostituto Verzera ha siglato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari: Francesco Ruggeri, Tommaso Centorrino, Domenico Ciotto, Aurelio Lucchesi, Giuseppe Mastronardo, Giuseppe De Salvo, Salvatore Musarra, Giovanni Panarello, Giuseppe Arena, Felice Vita, Roberto Zagami, Giovanni Trovatello, Massimo Burrascano, Rosanna Bonaccorso, Domenica Frisone, Giuseppe Cannavò, Giuseppe Giunta, Francesco Ballarò, Fabio Burrascano, Giusy Burrascano, Giovanni Lombardo, Antonino Di Blasi, Rosario Maggiore, Giuseppe Papa, Carlo Altavilla, Letterio Broccio, Cristian Burrascano, Provvidenza Burrascano, Vincenzo Burrascano, Giuseppe Idotta, Carmelo Pandolfino, Salvatore Ravidà, Domenico Romano, Antonioluca Romeo, Giovanni Santamaria, Antonino Viena.

I due gruppi non erano collegati direttamente tra di loro.

Quasi del tutto a conduzione familiare il gruppo capeggiato da Massimo Burrascano, 36 anni. L’uomo, già diversi precedenti con la giustizia, aveva creato un nucleo composto dalla moglie Rosanna Bonaccorso, dal fratello Fabio, dalla sorella Giusy e dalla suocera Domenica Frisone. Ma anche altri familiari erano coinvolti nell’attività.

Il gruppo era molto compatto, proprio perché quasi tutti gli affiliati erano legati da vincoli di parentela. Unità che emerse soprattutto in occasione dell’arresto di Massimo Burrascano, avvenuto nel settembre 2006 proprio per spaccio di droga, La moglie, Rosanna Bonaccorso, si mise a capo del clan ed era proprio lei a prendere gli ordini che il marito gli impartiva durante i colloqui nel carcere di Gazzi. Ma non è tutto perché la donna, con degli stratagemmi, sui quali sussiste il massimo riserbo, riusciva ad introdurre in carcere dosi di sostanza stupefacente. Anche questi passaggi avvenivano durante gli incontri che i coniugi avevano nella casa circondariale

I Carabinieri hanno scoperto anche un tentativo di eliminare o comunque ferire Massimo Burrascano.

Molto meno ramificata l’organizzazione che gestiva l’attività di spaccio nella zona sud. Il supermercato della droga era un’officina di Canneto di Mili Marina di proprietà di Francesco Ruggeri, 37 anni. All’interno venivano spacciate hashish e marijuana con la complicità di un suo dipendente. Nel corso delle indagini però Ruggeri si accorse di essere nel mirino dei Carabinieri. I Militari scoprirono così la volontà del gruppo di intimidire gli investigatori che stavano seguendo il caso. Ma l’intento non andò in porto anche perché nel frattempo i Carabinieri avevano concluso l’attività investigativa.

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