Si è conclusa all'Università la tre giorni del congresso su “Rischio aritmico e cardiomiopatie. Dalla diagnosi alla prevenzione”
MESSINA – Si è conclusa all’Università la tre giorni del congresso su “Rischio aritmico e cardiomiopatie. Dalla diagnosi alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa” un evento di grande rilevanza che ha riunito esperti, ricercatori e medici provenienti da tutto Italia per confrontarsi sulle ultime novità e innovazioni nel campo. Durante le undici sessioni, sono stati presentati studi clinici innovativi, approfondimenti sulle diagnosi precoci e sulle terapie più efficaci.

Dal 16 al 18 ottobre, gli studiosi intervenuti hanno discusso di malattie rare cardiache, cardiomiopatie,
scompenso cardiaco di varia eziologia, appropriatezza di percorso e impiego dei presidi
biomedicali e farmaci. Esperti nel campo della diagnostica per immagini e delle cardiomiopatie
hanno affrontato un tema di cruciale importanza per la medicina moderna: la prevenzione della
morte cardiaca improvvisa.
L’iniziativa ha anche previsto workshop pratici e momenti di discussione, favorendo lo scambio di idee e la collaborazione tra i diversi centri di ricerca. La partecipazione attiva e il dialogo aperto hanno contribuito a rafforzare la comunità scientifica impegnata nel migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da cardiomiopatie. L’obiettivo comune è quello di avere città cardioprotette con scuole, mezzi pubblici e luoghi di assembramento dotati di defibrillatori e di persone addestrate all’uso. In Sicilia si sta lavorando per questo. Il Comune di Vittoria in provincia di Ragusa è già a buon punto e anche a Messina sono stati già installati numerosi defibrillatori in luoghi strategici, primi fra tutti i mezzi pubblici Atm e le scuole.
Le tecniche salvavita e le testimonianze
Non ultima l’esigenza di capillarizzare la cultura delle tecniche di rianimazione per rendere concreto il percorso. A tal proposito, nell’aula Cannizzaro, si sono svolte esercitazioni pratiche di BLSD, Basic Life Support and Defibrillation, la tecnica salvavita di primo soccorso da attuare in caso di arresto cardiaco improvviso che comprende la Rianimazione CardioPolmonare (RCP) e l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno, secondo le ultime linee guida.
La discussione ha offerto un’importante piattaforma di confronto, consentendo a tutti i partecipanti di condividere esperienze, preoccupazioni e proposte concrete per affrontare le problematiche sollevate. Alla tavola rotonda che ha aperto il Congresso hanno partecipato diverse associazioni e rappresentanti della società civile con toccanti testimonianze come quella di Giovanni Sorrenti, medico del 118, che che ha perso il figlio Giuseppe su un campo sportivo, quella di Antonino Scaglione salvato dalle sue figlie che hanno applicato il massaggio cardiaco e quella di Marco Galluccio, un giovane ingegnere affetto da cardiomiopatia.
Responsabile scientifico dell’evento, realizzato in collaborazione con lo Sportello Malattie Rare del Policlinico Universitario, il prof. Gianluca di Bella del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’ Università di Messina, direttore dell’UOC di cardiologia e UTIC e responsabile del Centro di Riferimento regionale sulla Malattie Rare Cardiache.
