Era ridotto in condizioni pietose l’ottantunenne liberato ieri a Santa Margherita dai carabinieri che, su segnalazione di un parente, hanno scoperto l’atroce storia dell’uomo, non vedente, impossibilitato a provvedere a se stesso autonomamente, e per questo segregato in uno sgabuzzino dalla figlia e dal marito di lei. Secondo i medici che lo hanno visitato, è rimasto nelle atroci condizioni in cui lo hanno trovato i militari per almeno dodici mesi.
L’uomo si trovava seduto a terra, tra i proprio escrementi, al buio, fortemente disidratato e intontino, in un bagno di due metri quadrati, ricavato all’esterno dell’abitazione. Uno stanzino che era diventata la sua prigione. L’anziano, senza un occhio e non vedente, viveva da sette anni con la figlia Concetta Ullo di 49 anni, ed il genero Natale Ciraolo, 59 anni. Ai carabinieri che li hanno arrestati per maltrattamenti, sequestro di persona e abbandono di persona incapace hanno detto che il genitore era ormai diventato pericoloso.
Dopo aver fatto scattare le manette, i militari della compagnia Messina sud e della stazione di Scaletta hanno chiamato il 118, che ha trasferito l’ottantunenne al Policlinico, dove è stato rimesso in sesto. Per lui è la fine di un incubo che, se fosse rimansto in quello stato di indigenza ancora per molto, poteva avere risvolti ancora più tragici.
