Stamattina Romano non sta dirigendo l'allenamento, squadra momentaneamente affidata a Parisi e Bombara. Il club: "Profonda gratitudine per il miracolo sportivo ottenuto"
MESSINA – La nuova proprietà dell’Acr Messina ha preso una decisione che può essere anche salutare per il futuro del Messina. Giuseppe “Pippetto” Romano da oggi non è più l’allenatore dei biancoscudati. La decisione dell’esonero è maturata in seno alla società dopo il pari 1-1 contro la Sancataldese ma probabilmente nei pensieri di Davis e Pagniello, rispettivamente presidente e vice presidente del club, era una scelta che si sarebbe fatta forse più in là.
La società nel comunicato ufficiale scrive “profonda gratitudine al mister Romano per il lavoro svolto e per l’eccezionale risultato conseguito: un vero e proprio miracolo sportivo che ha permesso al club di raggiungere traguardi importanti in un momento estremamente delicato della storia biancoscudata. L’impegno, la dedizione e la professionalità dimostrati da Pippo Romano e dal suo staff resteranno un capitolo significativo del percorso del club. La dirigenza augura al Mister Romano e ai suoi collaboratori le migliori fortune professionali per il prosieguo della loro carriera”.
In conclusione nel comunicato si legge che, momentaneamente, la guida tecnica della prima squadra è affidata a mister Alessandro Parisi e a mister Domenico Bombara. I motivi dell’addio di Romano possono essere diversi, certo è sotto gli occhi di tutti che la squadra nelle ultime partite era meno a somiglianza del mister. Lui chiedeva sacrificio e corsa, la squadra non ha risposto bene sia contro l’Igea dove è arrivata una vittoria con poche occasioni create, sia nella trasferta di Milazzo dove il pareggio è stato ottenuto giocando ad una porta sola, quella del Messina. Velo pietoso sulla prestazione di Palermo contro l’Athletic Club e domenica la goccia finale con una squadra rinforzata ma che non è stata in grado di gestire il vantaggio o pungere di più.
Lo sapeva anche Pippo Romano che il Messina doveva diventare una squadra più offensiva rispetto al suo granitico 3-5-2 che comunque è stata la difesa meno battuta del torneo nel girone d’andata. Il mister aveva vissuto male l’addio del compagno di avventure, il ds Giovanni Martello, tanto che inizialmente sembrava che anche lui potesse rassegnare le dimissioni. Con i nuovi colpi in entrata del nuovo ds Luca Evangelisti ci saranno anche delle partenze da questo gruppo forgiato da Romano ed è anche plausibile che la società voglia ricominciare con idee anche calcistiche diverse.
I numeri di Romano alla guida del Messina
Va subito riconosciuto che mister Romano lascia il Messina con 29 punti in classifica, la penalizzazione non è stata colpa sua certamente e lui ha fatto il massimo in una situazione inizialmente complicatissima tanto che oggi si può parlare addirittura di salvezza diretta possibile. Sedici in casa e tredici in trasferta, una media di 1,5 punti a partita. Detto della difesa migliore nel girone d’andata, con otto clean sheet, in quello di ritorno il dato è peggiorato dopo Palermo.
ll Messina chiude a 16 reti subite, tante quante sono quelle segnate, ecco a Romano è mancata da sempre carne al fuoco da mettere in attacco. Per lui una sola partita con tre reti segnate, come capocannoniere l’under Roseti con quattro gol seguito a tre da Touré e Saverino, tra l’altro indisponibile o comunque non al meglio nelle prime giornate. È pesato l’addio di Reis Daquinto che quantomeno anche se non ha segnato con la maglia del Messina ha mostrato di avere l’attitudine da prima punta.
Messina granitico con Romano, basti pensare che non è mai stato ribaltato, nelle nove partite in cui è passato in vantaggio sono sempre arrivati i punti: sei vittorie e tre pareggi. Da situazione di svantaggio invece, sei in tutto, in due occasioni sono arrivati punti, una vittoria a San Cataldo all’andata e un pareggio in casa del Sambiase. In quattro occasioni il Messina non è riuscito a segnare ma non ne ha neanche presi, strappando un punto a reti bianche.
Tra i suoi fedelissimi, sempre in campo titolari diciannove volte Sorrentino e Garufi. Seguono a diciotto Trasciani, in una partita squalificato e De Caro partico dalla panchina con la Sancataldese. Sempre in campo con il mister partendo da subito o subentrando anche Maisano, mentre tra i più utilizzati sopra i mille minuti troviamo Orlando, Aprile, Toure e Roseti. Poi un gruppo di cinque ha collezionato circa settecento minuto e più di dieci presente: Saverino, Clemente, Bosia, Bombaci, Zucco e Tesija.
