Il caso. Zanklon: "Nessuna speculazione sugli studentati a Messina"

Il caso. Zanklon: “Nessuna speculazione sugli studentati a Messina”

Marco Olivieri

Il caso. Zanklon: “Nessuna speculazione sugli studentati a Messina”

domenica 15 Febbraio 2026 - 12:50

L'ad Giostra parla di "rischio totalmente privato" e di destinazione universitaria destinata a rimanere. "Tutti e tre progetti sono muniti di autorizzazioni"

MESSINA – Caso Zanklon.  Il Comune di Messina darà mandato ai propri legali di presentare ricorso contro la decisione del Tar sulla vicenda. Ad annunciarlo è stato l’assessore Roberto Cicala. Per la costruzione degli studentati “Archimede” e “Centro”, il Tribunale amministrativo regionale ha ribaltato la decisione del Consiglio comunale. L’unico approvato era stato quello denominato “Policlinico”, a Minissale.

Ora Zanklon Capital fa sapere: “Ad oggi i progetti “Archimede” e “Centro” risultano muniti di autorizzazione unica Zes, rilasciata all’esito della Conferenza di servizi – alla quale ha partecipato anche il Comune di Messina, tramite i propri uffici tecnici competenti – ed è pienamente idonea, per legge, a consentire la realizzazione delle opere previste”. Sul tema abbiamo intervistato Natale Giostra, amministratore delegato della società.

Un suo commento sulle decisioni assunte da Giunta e Consiglio comunale a Messina, compresa la scelta del ricorso rispetto al pronunciamento del Tar?
“Prendiamo atto delle decisioni dell’ente. Il Tar ha dichiarato cessata la materia del contendere perché la struttura di Missione Zes ha riesercitato il proprio potere in autotutela, rilasciando nuove autorizzazioni uniche conformi alla normativa nazionale. La disciplina Zes (Zona economica speciale) e quella sull’housing universitario qualificano questi interventi come di preminente interesse pubblico e consentono le relative deroghe nelle aree già perimetrate. Il punto decisivo è stato infatti la perimetrazione Zes, con cui lo Stato ha individuato ambiti destinati ad attrarre investimenti strategici tramite un procedimento speciale. Eventuali nuovi ricorsi potranno riguardare esclusivamente i provvedimenti statali oggi vigenti. Il quadro normativo è chiaro. Ogni eventuale contenzioso sarà affrontato nelle sedi competenti”.


Due su tre progetti sono stati bocciati dal Consiglio e si è parlato di rischio di speculazione edilizia, impatto pesante sul territorio (tra deroghe e mega palazzi) e costi elevati per gli studenti. Come risponde in relazione a questi rischi?
“Sul piano tecnico-amministrativo i progetti hanno ottenuto i pareri degli enti competenti nell’ambito della Conferenza di servizi Zes: urbanistica, viabilità, sicurezza e aspetti strutturali sono stati verificati secondo legge. Le eventuali deroghe non sono scelte discrezionali ma previste dalla normativa statale sull’housing universitario. Quanto ai costi, la costruzione è finanziata interamente con capitali privati. Il contributo pubblico, se riconosciuto, riguarda solo la gestione e serve a garantire tariffe calmierate secondo criteri ministeriali e controlli successivi. Il rischio economico resta interamente privato”.


Così Rifondazione comunista: “Siamo di fronte a una vera e propria operazione immobiliare che dispiegherà tutto il suo carattere speculativo al termine dei 12 anni di vincolo di destinazione uso. Trascorso tale termine, l’immobile rientrerà nella piena disponibilità e autonomia gestionale del soggetto privato”. Come replica?
“Le aree sono già edificabili secondo gli strumenti urbanistici vigenti: non vi è alcuna trasformazione di suolo non edificabile. Il vincolo di 12 anni è un obbligo aggiuntivo imposto dal sistema Pnrr. Per tale periodo gli immobili devono restare residenze universitarie con condizioni e tariffe conformi ai requisiti ministeriali. Dopo tale termine si applicherebbero le regole ordinarie, come per qualsiasi immobile. Tuttavia, gli edifici sono progettati specificamente come studentati. Una riconversione richiederebbe interventi strutturali rilevanti e costi molto elevati. Parlare di “speculazione differita” non tiene conto né dei vincoli pubblici né della configurazione tecnica delle opere”.


Come intendete procedere in relazione ai tre progetti, dato che su due pende il ricorso?
“I progetti sono oggi muniti di nuove autorizzazioni uniche rilasciate dalla struttura di Missione Zes, pienamente valide ed efficaci. Il Tar ha dichiarato cessata la materia del contendere proprio perché i precedenti atti sono stati superati. Eventuali ulteriori ricorsi potranno riguardare esclusivamente i nuovi provvedimenti statali. In quel caso Zanklon sarà controinteressata. In presenza di titoli autorizzativi efficaci, proseguiamo secondo il cronoprogramma previsto, nel rispetto della normativa e delle prescrizioni ricevute”.

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