Una missione senza sosta per l'équipe medica del Bambino Gesù
Una giornata di straordinario impegno e dedizione ha visto protagonisti i medici del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo (CcpM) “Bambino Gesù” di Taormina. In meno di ventiquattro ore, l’équipe sanitaria ha attraversato la Sicilia e lo Stretto per salvare due neonati in condizioni critiche, confermandosi un punto di riferimento vitale per la sanità di Sicilia e Calabria.
L’intervento a Enna
La maratona dei medici ha avuto inizio nelle prime ore della mattina all’ospedale di Enna. Qui, i chirurghi di Taormina sono intervenuti d’urgenza su un bambino di appena 650 grammi. Operare un neonato così piccolo, un “grande prematuro”, richiede una precisione millimetrica e una competenza specialistica che solo pochi centri in Italia possono garantire. L’intervento si è concluso con successo, ma per l’équipe non c’è stato tempo per festeggiare.
Il ponte aereo verso la Calabria
Mentre i medici concludevano l’operazione a Enna, è scattata una nuova allerta dalla Terapia Intensiva dell’ospedale di Cosenza. Una bambina di soli 9 mesi si trovava in pericolo di vita a causa di una grave complicazione cardiaca. Immediata è stata la mobilitazione del sistema di emergenza dell’Asp 5 di Messina, che ha coordinato il trasferimento dell’intera équipe medica oltre lo Stretto.
Le procedure burocratiche e logistiche sono state ridotte al minimo per consentire ai medici di raggiungere la Calabria nel minor tempo possibile. Una corsa contro il tempo che ha permesso alla piccola di ricevere le cure specialistiche necessarie direttamente sul posto.
L’impegno quotidiano del personale del CcpM mette ancora una volta in luce l’importanza della collaborazione tra le diverse aziende sanitarie e la necessità di mantenere strutture d’eccellenza in grado di intervenire con rapidità anche fuori dai propri confini regionali.
