Ha smesso di esserlo nel momento in cui l’hanno trasformata in una bandiera
Eluana non è più una persona umana. Ha smesso di esserlo nel momento in cui l’hanno trasformata in una bandiera, in un vessillo. E’ un gioco macabro quello che la vede protagonista, un gioco che non tiene in alcun modo conto della realtà. In un paese dove perfino un banale passaggio di proprietà necessita della presenza di un notaio, si sorvola bellamente sul fatto che nella fattispecie del “caso Eluana” le uniche dichiarazioni certe sono quelle rese dal tutore mentre manca del tutto la volontà espressa, nero su bianco, dal titolare del diritto. Siamo alla canna del gas. Ci stiamo suicidando. Se la vita di un disabile, se pur grave, può essere sottoposta a un referendum, così come si sta facendo con la vita di Eluana, ciò significa che nel momento in cui sopraggiungerà la morte la legge del più forte avrà vinto.
Sembrerà paradossale ma ci ritroviamo dinnanzi a un caso in cui la giurisprudenza rinnega e contraddice se stessa. Eluana non è un malato in coma, né un malato terminale, ma una disabile grave che richiede solo un’accurata assistenza. A stabilirlo è stata pure la Cassazione, per la quale “chi versa in stato vegetativo permanente è, a tutti gli effetti, persona in senso pieno, che deve essere rispettata e tutelata nei suoi diritti fondamentali, a partire dal diritto alla vita e dal diritto alle prestazioni sanitarie, a maggior ragione perché in condizioni di estrema debolezza e non in grado di provvedervi autonomamente”.
La legge italiana non consente l’eutanasia e l’ostinazione con cui è stata condotta questa vicenda, l’insistenza con cui si è cercato di far morire Eluana in una struttura pubblica, soprattutto in questi ultimi mesi e giorni, va ben oltre la battaglia personale di suo padre. E’ un’azione per portare nel nostro paese una mentalità e soprattutto una legislazione eutanasica, senza il confronto con il consenso popolare, che si è servita dei giudici i quali, come è noto, non sono espressione della volontà popolare, e le leggi non dovrebbero farle, ma cercare di farle rispettare. E’ un’azione per distruggere, nel nostro paese, un sentire popolare e un tessuto sociale che, nonostante tutto, ancora possono definirsi cristiani. Di tutto questo il popolo italiano deve essere informato e reso consapevole.
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