Il "Don Chisciotte" con Alessio Boni esce al cinema: il film è stato girato anche a Messina

Il “Don Chisciotte” con Alessio Boni esce al cinema: il film è stato girato anche a Messina

Redazione

Il “Don Chisciotte” con Alessio Boni esce al cinema: il film è stato girato anche a Messina

mercoledì 18 Marzo 2026 - 19:30

Il cast messinese vede fra gli altri Ettore Ianniello, che impersona il giovane Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto, Mauro Failla e Davide Colnaghi

Uscirà nelle sale italiane dal 26 marzo Don Chisciotte, che porta sul grande schermo il capolavoro di Cervantes; una rilettura al contempo fedele e molto attuale.

Il nuovo film di Fabio Segatori, in concorso alla 17ª edizione del BIF&ST di Bari International Film&Tv Festival, inizia con le sequenze ambientate nel 1571, realizzate a Messina con la collaborazione del produttore messinese Gigi Spedale e con il patrocinio e contributo del Comune di Messina.

“Ho accolto la proposta di Baby Film con l’intento di promuovere l’immagine di Messina sul grande schermo. Tutto nasce dal mio libro Cervantes a Messina al tempo di Lepanto grazie al quale il regista Fabio Segatori ha scoperto del ricovero di Cervantes nel Grande Ospedale”, evidenzia l’ex assessore alla Cultura Enzo Caruso.

Cervantes a Messina, libro a cura di Enzo Caruso

Alessio Boni interpreta con straordinaria verosimiglianza “il cavaliere dalla trista figura” affiancato da Fiorenzo Mattu, che conferisce al suo Sancio Panza una toccante carica di umanità. Completano il cast Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri, insieme alle esordienti Gabriella Bagnasco nel ruolo di Dulcinea e Martina Molinaro in quello di Altisidora. Il cast messinese vede fra gli altri Ettore Ianniello, che impersona il giovane Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto e Mauro Failla nel ruolo del medico che lo ebbe in cura e Davide Colnaghi, portantino che lo accudisce.

Mauro Failla sul set

«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» osserva il regista Fabio Segatori, che aggiunge: «Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto, un Medioevo che non finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi, ma alla fine si rende conto che “la libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora abituati”».

Realizzato al di fuori delle logiche industriali dominanti, il film punta sulla potenza del testo classico, sul lavoro degli attori e sullo stupore per dei luoghi mai visti al cinema. I paesaggi sono un vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale, una terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio, tra Basilicata e Calabria, il film attraversa calanchi scavati dal vento, castelli medievali a picco sul mare, fiumare, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.

È un film fisico, materico. Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, delle immagini finte, è stato costruito un mulino a vento funzionante alto 12 metri, sul quale Alessio Boni, ripreso con una telecamera, è volato nel cielo a testa in giù. Un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston, il nemico della Giustizia e della Libertà.

La vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata negli ambienti del cinquecentesco Forte Gonzaga, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film, e nel Forte S. Salvatore suggestive messo a disposizione dalla Marina Militare.

Tra febbre e allucinazioni, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza, sedotto dalla promessa di un castello da governare.

Il cavaliere cerca di difendere i più deboli, anche a costo di apparire ridicolo e folle. Sbeffeggiato, umiliato e infine sconfitto, Don Chisciotte viene riportato a casa in gabbia, ma non può ridursi a una vita senza ideali. E così muore. Nella notte siciliana, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore, dalla guerra e dalla follia è nato Don Chisciotte, ovvero il sogno ostinato di un’umanità più libera.

L’opera, prodotta e distribuita da Baby Films con il sostegno di MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Calabria Film Commission e Lucana Film Commission e in collaborazione con Rai Cinema, sarà presentata in anteprima nazionale il 22 marzo alle ore 16:30 presso il Multicinema Galleria. Dal 26 marzo in distribuzione nelle sale di tutta Italia e, nei prossimi mesi, sarà presentato a Messina e nelle altre città siciliane.

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