Sanità siciliana, il Ministero boccia la nuova rete ospedaliera: «Dati incoerenti e lacunosi»

Sanità siciliana, il Ministero boccia la nuova rete ospedaliera: «Dati incoerenti e lacunosi»

Redazione

Sanità siciliana, il Ministero boccia la nuova rete ospedaliera: «Dati incoerenti e lacunosi»

martedì 31 Marzo 2026 - 13:30

Dura nota da Roma all’Assessorato regionale: chiesta una revisione immediata dei documenti. Sotto accusa errori nei posti letto e nei codici delle strutture

La riorganizzazione del sistema ospedaliero in Sicilia subisce una brusca frenata a causa di una valutazione tecnica estremamente critica. Il Ministero della Salute ha espresso un giudizio severo sulla documentazione inviata dalla Regione, definendola inficiata da disallineamenti e incongruenze tali da impedire una valutazione corretta secondo i parametri nazionali del DM 70/2015.

Gli errori tecnici e i posti letto “fantasma”

Il Ministero ha sollevato dubbi sostanziali su diversi aspetti contabili e organizzativi contenuti nella cosiddetta “Tabella C”, segnalando anomalie numeriche eclatanti come la presenza di posti letto indicati con valori negativi. Oltre a questo, sono state rilevate incertezze sulla precisa collocazione di oltre centotrenta posti destinati alla psichiatria e l’utilizzo di codici identificativi non validi per alcune strutture, tra cui il presidio Casazza, che risulta non corrispondente alle delibere precedenti. La confusione documentale tocca anche reparti specifici in vari ospedali siciliani, come il San Giovanni di Dio di Agrigento per la gastroenterologia o il Piemonte di Messina per la neuro-riabilitazione, dove figurano posti letto che non appaiono legalmente o amministrativamente collegati a nessuna specifica unità operativa di riferimento.

Discrepanze nelle reti dell’emergenza

Un altro punto di forte frizione riguarda la gestione della rete dell’emergenza-urgenza, dove il Ministero evidenzia contraddizioni profonde tra i documenti di programmazione e la realtà operativa. Queste discrepanze colpiscono duramente la rete dei punti nascita, con particolare riferimento al caso di Villa Sofia a Palermo, e le reti tempo-dipendenti per il trattamento dell’infarto e del trauma in diverse strutture tra Cefalù e Catania. Inoltre, la nota ministeriale critica la mancanza di criteri trasparenti per la classificazione di alcuni presidi come Dea di primo o secondo livello, citando i casi di Avola-Noto e Caltanissetta-San Cataldo come esempi di scelte non coerenti con le stesse delibere prodotte dalla Regione Siciliana.

L’ultimatum di Roma e le richieste di trasparenza

Per sbloccare l’impasse burocratica, il Ministero esige ora una nuova pianificazione che garantisca la massima trasparenza sulla distribuzione dei posti letto tra pubblico e privato convenzionato e una mappa rigorosa delle reti specialistiche oncologiche. Il tono della missiva non lascia spazio a interpretazioni, invitando fermamente l’Assessorato regionale a trasmettere dati completi ed esatti per evitare ulteriori e dispendiose analisi supplementari. L’avvertimento finale è perentorio: in caso di una nuova trasmissione non conforme alle direttive, il Ministero sottoporrà comunque il piano incompleto al Tavolo di monitoraggio nazionale, con il rischio di compromettere seriamente la gestione del piano di rientro sanitario e la credibilità della programmazione regionale.

La replica

La Regione è al lavoro per rispondere alle osservazioni. «Si tratta di osservazioni tecniche ed endoprocedimentali che aspettavamo – sottolinea l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni –. D’altronde, ho già ribadito in tutte le sedi istituzionali in cui abbiamo presentato la proposta che, a seguito della trasmissione del documento, ci sarebbe stato un inevitabile confronto con i ministeri affiancanti, consapevoli che in alcuni casi, per preservare una rete ospedaliera in grado di servire le comunità anche più difficili da raggiungere, non era possibile rispettare i parametri offerti dal DM 70».«Talvolta – aggiunge Faraoni – si dimentica che le altre Regioni italiane oltre i loro confini trovano altre Regioni con territori altrettanto organizzati che possono offrire i loro servizi ai cittadini che abitano in zone limitrofe: in Sicilia, oltre i nostri confini, abbiamo il mare. Pertanto nel rispetto del dialogo aperto con questa nota, al di là dei toni perentori usuali in quelle sedi, procederemo a ribadire bisogni differenti e situazioni diverse da quelle previste dal DM 70. Per il resto – conclude l’assessore – apporteremo i correttivi, che sono quasi tutti tecnici, la cui richiesta non è affatto una bocciatura, definizione che non possiamo certo rimettere al giudizio di una testata giornalistica».

2 commenti

  1. Alessandro Orlando 1 Aprile 2026 08:57

    “oltre i nostri confini, abbiamo il mare”
    Che dire…

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  2. Ma di cosa parliamo e con quale coraggio con tantissimi scandali in corso da Galvagno, Amata, Pisano Iacolino , la Sanita gestita in modo dilettantesco come si evince dall’articolo, per non dire altro , e ancora SCHIFANI e SOCI non si dimettono ????
    Non solo questo con quale coraggio Salvini, Germana, Siracusano compreso lo stesso Schifani hanno il coraggio di fare un comiziaccio politico pro domo loro per il Ponte sullo Stretto , invece di VERGOGNARSI ????

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