Lo sostiene il Pd. "Dopo oltre tre mesi di vertenza, il ministero del Lavoro non ha prodotto alcuna soluzione. E serve un tavolo di crisi per il commercio in città"
MESSINA – “Il governo ha deciso di lasciare 180 lavoratori messinesi senza alcuna tutela: un ulteriore schiaffo alla città di Messina. La mancata proroga della cassa integrazione per gli ex Gicap è una scelta politica precisa: abbandonare intere famiglie alla povertà, disperate dal mese di gennaio. Dopo oltre tre mesi di vertenza, il ministero del Lavoro non ha prodotto alcuna soluzione. Nessuna risposta, nessuna assunzione di responsabilità”. Così il segretario provinciale del Partito democratico di Messina Armando Hyerace ha commentato le saracinesche abbassate, dallo scorso 31 dicembre, in 16 supermercati privi di una proprietà.
“Questo accade in una città dove il commercio è già in crisi profonda, tra serrande abbassate e lavoro sempre più fragile. Togliere anche l’ultima protezione significa colpire non solo i lavoratori, ma l’intero tessuto economico di Messina. È una scelta grave e inaccettabile. Noi continueremo a batterci perché vengano ripristinate le tutele e garantita una prospettiva concreta a questi lavoratori”, evidenzia Hyerace.
“Il Partito democratico ritiene sia necessario istituire un tavolo di crisi presso la Prefettura che metta insieme associazioni sindacali, il Comune, la Regione, in modo da affrontare seriamente la situazione critica del settore del commercio a Messina, una volta per tutte”, afferma a sua volta Roberto Saia, responsabile lavoro del Pd messinese.
L’appello dei lavoratori Gicap: “Troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per trovare lavoro”
Diverse le manifestazioni a Messina per mettere al centro dell’attenzione la vicenda dei lavoratori. “Troppo giovani per la pensione e troppo anziani per trovare lavoro”, hanno sottolineato, chiedendo la cassa integrazione straordinaria.
Ha ricordato più volte Giuseppe Ragno, sindacalista della Filcams Cgil: “Nel 2021 il Tribunale di Messina aveva concesso alla Ergon Spa i 39 punti vendita della rete Gicap in fitto di ramo d’azienda, che venivano da una procedura di concordato preventivo. Ad oggi ventuno punti vendita sono stati acquistati dalla Ergon. Altri due punti vendita da altre aziende e ne sono rimasti fuori sedici. Esprimiamo forte preoccupazione e abbiamo più volte chiesto che la rete dei punti vendita non venisse smembrata. Ma non siamo stati ascoltati. Adesso serve una soluzione”.
