Messina tra giovani, sostenibilità e Green Deal Ue, Basile: "Il programma nasce dall'ascolto"

Messina tra giovani, sostenibilità e Green Deal Ue, Basile: “Il programma nasce dall’ascolto”

Giuseppe Fontana

Messina tra giovani, sostenibilità e Green Deal Ue, Basile: “Il programma nasce dall’ascolto”

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martedì 14 Aprile 2026 - 14:00

Il candidato sindaco di ScN ha cominciato a presentare il documento che nasce "dagli incontri del venerdì". È diviso in 4 macro aree per 14 punti totali.

MESSINA – Quattro “macro-aree” per 14 temi specifici, per un programma elettorale che si baserà “sull’ascolto settimanale della società civile”. Così il candidato sindaco Federico Basile, primo cittadino uscente, ha illustrato in grande linee e in estrema sintesi ciò che, qualora venisse confermato alla guida del Comune di Messina, porterà avanti con la sua attività amministrativa. Sarebbe la terza in continuità, dopo la Giunta De Luca che ha governato dal 2018 al 2022 e la sua avventura, terminata con le dimissioni del febbraio 2026. L’obiettivo di Basile sarebbe di arrivare al 2030 con una città più “europea”, in linea con le prescrizioni che la stessa Unione Europea ha determinato per tutte le città del continente, Italia compresa.

Basile, la premessa sul Green Deal europeo

Basile ha convocato la stampa e i cittadini in Galleria Vittorio Emanuele. E ha esordito così: “Sono convinto che la fase dell’ascolto sia necessaria per comprendere quali linee declinare in maniera migliore e dove accelerare. Continueremo le fasi di ascolto ogni venerdì per lavorare ancora”. Poi una premessa sul programma, relativa agli obiettivi: “Molto spesso, quando attiviamo in città azioni o opere, ad alcuni sembrano sconnesse tra loro. Spesso ci è stato detto che ci è mancata la visione. Oggi voglio dire che non siamo una città europea solo per i cartelli ma perché seguiamo linee di azioni dettate dall’Ue. Perché questa premessa? Perché sapete meglio di me che in Europa c’è un principio, il Green Deal europeo, sulla scorta del quale tutti devono correre verso obiettivi generali. Cos’è? Riguarda tutti i settori e la transizione ecologica e digitale. Ci sono obiettivi fissati al 2050. Questo vuol dire che tutto ciò che poniamo in essere non è una velleità ma un elemento di una visione più ampia”.

Il programma ha “4 macro aree in 14 punti”

E ancora: “Dal 1994 viviamo di fondi comunitari che vengono destinati in maniera scientifica. È chiaro che con la programmazione 21-27 e con la futura 28-33 Messina dovrà camminare su questi grandi assi. La normalità a cui siamo giunti oggi, le attività di questi anni e il programma che stiamo scrivendo con l’aiuto e l’ascolto di tutti ci portano a oggi. Sono 4 macro aree divise in 14 punti. La prima è la transizione ecologica. Il target è la riduzione delle emissioni entro il 2030, non a caso oggi Atm ha il 50% dei mezzi a basso impatto energetico”. Tra le azioni citate tutte quelle sul trasporto pubblico locale e la mobilità, oltre a Messina Smart City e l’I-Hub, la digitalizzazione, il sistema dei rifiuti con le isole ecologiche h24, il progetto “Città dell’innovazione”, le attività sul risparmio energetico e ForestaMe. Questioni aperte, da implementare e su cui investire.

Tra assunzioni, giovani e “il fondo Futuro Messina”

Basile ha parlato anche del Piano di riequilibrio “senza entrare in polemica, ma è chiaro che tutto questo va di pari passo con il risanamento dell’ente e una credibilità diversa che il Comune oggi ha. Messina capitale del buon governo passa dal decentramento, dalle assunzioni che non si sono concluse. C’è il tema della tecnologia che deve aiutarci a incrementare le attività nei villaggi. Oggi dobbiamo puntare all’azienda digitale collegata alla semplificazione della burocrazia e a sistemi già in corso che ci permettono di avere solidità. Perché senza di essa non si può parlare di strategie. Penso ai temi riguardanti i giovani. Solo noi abbiamo messo al centro i più giovani, perché sono questioni che riguardano il futuro loro e di Messina. Non solo dobbiamo farli restare, ma dobbiamo aiutarli a portarne altri in città, come è successo con tanti studenti stranieri che oggi vengono qui grazie all’attività dell’Università. Lo possiamo fare con quelle politiche già attivate con YoungMe, che ha aperto spazi e vuole dare opportunità di scegliere a questi ragazzi. Oggi abbiamo anche risorse finanziarie per il progetto del fondo Futuro Messina”.

Basile: “Bisogna poter scegliere di restare”

“Vogliamo che gli under 40 restino qui – ha proseguito- , che investano qui e recuperino un patrimonio produttivo che già esiste e va ripreso. La possibilità di scelta è fondamentale. Chi vuole investire su Messina deve avere l’opportunità per farlo“. A questo Basile ha collegato “Messina città della Cultura”, perché “tutti questi progetti sono collegati tra loro. Il fondo futuro non vuol dire che devo aprire una bottega ma posso lanciare anche un progetto sulla cultura. Il ragionamento a cui abbiamo puntato lavorando in questi anni sta esplodendo ora. Oggi più di ieri sul tema della cultura c’è un ragionamento complessivo che deve puntare all’attrattività e alla ricettività”.

Il candidato sindaco ha parlato, ad esempio, di Museo del mare, percorsi e forti su cui continuare a lavorare con l’obiettivo di rendere Messina ancora più attrattiva e competitiva a livello turistico, puntando ad aumentare “i posti letto almeno di altre 5mila unità”. Poi lo sport, con gli investimenti fatti e da fare sugli impianti: “Dobbiamo allargare la visione a tutte le Municipalità. È anche questo il vero decentramento”. E su questo tema Basile ha spiegato che bisognerà mettere a sistema tutti i progetti e le risorse in campo dal 2018 in poi. Tutti elementi che “a cascata influiscono anche sul lavoro”.

Commercio e turismo

E ancora il commercio. Basile ha affermato: “Questo è un tema che va rivisto, come tutto ciò che stiamo valutando deve essere dinamico. Bisogna comprendere le nuove esigenze del sistema commerciale e non solo della città. Messina deve tendere la mano ai commercianti, creando distretti digitali ma anche un piano per le attività notturne. Il sistema va legato anche al polo fieristico e ad affitti agevolati per sbloccare la situazione nel centro città. Sul turismo dico che Messina non è più di transito ma città di permanenza. Chi sceglie la crociera che si ferma qui decide di essere qui. La nostra capacità deve essere quella di far conoscere ancora di più una Messina che è passata da 94mila presenze a oltre 163mila. Dobbiamo invogliarli a tornare e restare, partendo da questa esigenza di 5mila posti letto in più. Entro l’anno dovrebbero cominciare anche i lavori del terminal di Msc che darà opportunità anche agli stessi messinesi”.

Basile ha parlato anche dell’idea di un porto turistico alla Rada San Francesco, quando le navi “spariranno”. Sono “elementi su cui stiamo lavorando da anni” e che “darebbero ulteriore valore all’area del Ringo e fino all’Annunziata”.

Basile: “Messina oltre il ponte”

Ha proseguito parlando del Ponte sullo Stretto: “Questo tema non può più essere trattato come in passato perché la legge oggi dice che va fatto ma c’è anche un organo di controllo che ha fermato l’opera. Per questo noi non possiamo aspettare e dobbiamo proseguire sulla nostra strada.Il porto di Tremestieri va completato, la via del mare oggi è realtà e ci sarà uno sviluppo sempre maggiore. Ma penso anche alla metropolitana del mare, progetto già cantierabile e che collegherà stabilmente Giampilieri e Torre Faro. Questo vogliamo fare, abbiamo lavorato per metterci in condizione di farlo. Il mare ce lo abbiamo e ce lo siamo dimenticati a lungo. La legge speciale proposta da Cateno De Luca serve a Messina oltre il ponte”.

Messina “città del welfare”

Tra gli altri temi quello della legalità e della trasparenza, fino alla “città del welfare”. Basile ha raccontato che “proprio ieri a Giostra nella Parrocchia San Matteo abbiamo parlato di emergenze e disagi. Io penso che in questi anni la città di Messina non abbia lasciato indietro nessuno. I temi dei bambini, della disabilità, degli ultimi, sono stati affrontati con gli asili nido, il Peba (Piano per l’Eliminazione Barriere Architettoniche, adottato a febbraio 2026 – n.d.r.), il Dopo di Noi. Questa è una sfida importantissima ed è un investimento non di risorse ma di contenuti. La città di Messina può continuare questo sviluppo già in corso”.

L’importanza dell’ascolto: “Fondamentale”

Poi “l’ultimo elemento, l’ascolto. Abbiamo iniziato venerdì scorso questi incontri con i cittadini e venerdì prossimo parleremo ancora di diversi temi. Abbiamo ascoltato idee e suggerimenti, c’è chi reclama spazi per la cultura e noi vogliamo creare un contenitore per l’arte a tutti i livelli. Il programma elettorale si fa insieme e continueremo a farlo insieme. La città di Messina oggi vive questa nuova stagione perché l’ascolto ci permette di trovare le soluzioni. La sfida è rispondere a tutto. Le aree di sviluppo e di intervento esistono ovunque. Oggi la città ha una visione seria, lungimirante e di prospettiva”.

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Un commento

  1. Che romanzo sta vivendo Messina!!!!!!!!!!! Mentre la cittadinanza langue sotto il peso di una confusione e pressapocaggine amministrativa finora ineguagliate, mentre è prostrata da una congerie impazzita di cantieri irregolari senza fine, divieti, caos assoluto e indicibile, incuria del verde assurda nonostante le finte piantumazioni di alberelli poco convincenti e convinti, mentre è ferita dalla improvvida e grossolana perdita di fondi europei, a danno soprattutto degli anziani e disabili, mentre Messina soccombe per scelte amministrative quantomeno bizzarre a danno soprattutto dei più giovani, vedi piste ciclabili improbabili senza ombra di alcun ciclista, mentre gli impianti sportivi gareggiano con Dakar, perdendo nettamente per la loro manutenzione e decoro, mentre la città è soggetta alla mancanza di acqua, periodicamente e a turno nei vari quartieri, mentre avviene questo e il caos si stringe alle vite pubbliche e private della cittadinanza, ecco che il palcoscenico è pronto per un altro romanzo pirandelliano. UNO: è ciò che i due gauletiers pensano di essere, CENTOMILA: sono le maschere che indossano per ogni quotidiana evenienza, NESSUNO: essi stessi non sanno in fondo chi sono veramente……e MESSINA, gravemente ferita, aspetta muta di conoscere la sua sorte mentre pensiamo alle elezioni, ai giochetti, alle smorfie, ai selfies, alle faccine, alle interminabili e assurde dirette social e alle finte che ormai fanno parte del loro vivere. Come ha fatto ad accadere? Semplice: per troppo tempo il popolo bue ha riposto la propria fiducia in burattini politici e falsi eroi pilotati dal Sistema. Se Messina continuerà a lasciare la propria vita nelle mani di questi scappati di casa pressapochisti, non ci sarà futuro per le prossime generazioni.

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