Eluana vittima di sepolcri imbiancati

Eluana vittima di sepolcri imbiancati

Eluana vittima di sepolcri imbiancati

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martedì 10 Febbraio 2009 - 12:06

I giri di parole in questa storia sono inutili, perché inutile sarebbe giustificare quello che a tutti gli effetti è un omicidio seguito a una condanna a morte, la prima dal dopoguerra.

E così Eluana è tornata al Padre. Si potrebbe dire costretta a tornare dal Padre, perché così hanno voluto i sostenitori della nuova pietas laica, quei sepolcri imbiancati i quali hanno stabilito che il suo vivere, in stato vegetale da 17 anni, non era dignitoso della vita umana e quindi molto meglio per lei lasciare questo mondo.

I giri di parole in questa storia sono inutili, perché inutile sarebbe giustificare quello che a tutti gli effetti è un omicidio seguito a una condanna a morte, la prima dal dopoguerra. Non vogliamo dare giudizi di merito per il momento, a sangue caldo rischieremmo di risultare volgari e allora parliamo d’altro.

Innanzitutto delle Suore Misericordine della casa di cura “Beato L. Talamoni” di Lecco. Per 17 lunghi anni, nel silenzio più assoluto, lontano dalle telecamere, senza mai rilasciare un’intervista, hanno assistito amorevolmente Eluana. Non chiedevano nulla in cambio, solo poter vivere la loro vocazione assistendo i più bisognosi tra di noi. Gliela hanno voluto strappare a tutti i costi Eluana, di notte in modo furtivo, quasi a voler nascondere un misfatto. Perché hanno voluto compiere questa azione? Per andare contro la carità, per violentare la carità, perché la carità e possibile solo se c’è Cristo e Cristo nel volto delle suorine era troppo evidente. Un’evidenza, una presenza quella di Cristo che per il mondo in cui viviamo è una presenza sempre più insopportabile. Viene in mente una canzone dell’indimenticato Claudio Chieffo: “lo vorrei vedere Dio, vorrei vedere Dio ma non è possibile: ha la faccia che tu hai, il volto che tu hai e per me è terribile”.

E terribile è stata la morte di Eluana Englaro, nessuno ha parole per dire e spiegare. Anche se un fatto però è incontestabile: attorno ad Eluana non c’è stata morte, ma il fiorire di tanta vita. Il mainstream mediatico ha tentato di convincerci che milioni di italiani sono scesi in piazza per sostenere la scelta di Napolitano, la verità invece è che milioni di italiani hanno organizzato marce, veglie, rosari, momenti di preghiera in tutta Italia e questo la dice lunga sulla consistenza umana del nostro Paese: resistente!

Infine lo sguardo non possiamo non rivolgerlo al mondo politico e a chi si è schierato per il no o per il sì alla salvezza di Eluana. Su questo tema ritorneremo perché una delle priorità è pretendere che sia fatta chiarezza su questa morte. Su questa storia è necessaria una parola di verità soprattutto per capire chi ha creato un vulnus alla Costituzione e per denunciare con forza la deriva del Pd a partito radicale di massa, amorale e senza valori, subordinato culturalmente a Pannella e a quella cultura della morte che a tutti i costi si vuole imporre alla nostra quotidianità. Il popolo italiano deve sapere i nomi di quei cattolici che hanno espresso indicazioni di voto negativo nei confronti del disegno di legge in discussione in Parlamento. Quei cattolici come Castagnetti e Livia Turco che, mentre scriviamo, dal salotto di Porta a Porta tentano in modo infausto di scaricare le proprie colpe su chi in modo fermo è deciso si è richiamato alla vita come bene indisponibile.

La morte di Eluana è davvero un discrimine, un disabile indifeso è stato mandato al Creatore e chiunque chiede che sulla sua morte cali il silenzio non avrà la nostra complicità. Non l’avrà perché non volgiamo ritrovarci in futuro a dover fare ammenda delle nostre leggerezze così come per qualcuno è avvenuto di recente riguardo ai fatti d’Ungheria del 1956.

nicola.curro@yahoo.it

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