Incubo commissario dopo le elezioni a Messina? Sud chiama Nord dice no

Incubo commissario dopo le elezioni a Messina? Sud chiama Nord dice no

Marco Olivieri

Incubo commissario dopo le elezioni a Messina? Sud chiama Nord dice no

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lunedì 27 Aprile 2026 - 07:00

Se Scurria e il centrodestra ipotizzano il commissariamento per il caso liste, i deputati di De Luca sostengono il contrario. "La legge regionale ci rassicura"

MESSINA – “Ancora una volta si tenta di mistificare la realtà. Abbiamo già chiarito, con atti alla mano, che il parere dell’assessorato agli Enti locali ha fugato ogni dubbio: le firme non sono necessarie. Eppure, nonostante la chiarezza istituzionale, il centrodestra sceglie ancora di costruire un caso che semplicemente non esiste”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati di Sud chiama Nord all’Ars Giuseppe Lombardo, Matteo Sciotto, Cateno De Luca, il coordinatore regionale Danilo Lo Giudice e il deputato nazionale Francesco Gallo. Una risposta al centrodestra e al suo candidato Marcello Scurria che ipotizzano il rischio di un commissariamento post elezioni a causa del caso del momento. Ovvero le presunte firme mancanti per 14 liste su 15 di ScN pro Federico Basile.

ScN: “I rappresentanti del centrodestra messinese escano allo scoperto e dicano chi sono”

Continua la deputazione regionale e nazionale di ScN: “Ci sorprende, inoltre, che fantomatici “rappresentanti cittadini” di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, UdC, Mpa-Grande Sicilia, Democrazia Cristiana, Partito Repubblicano Italiano e Partito Animalista si lancino in una difesa tanto strenua del candidato Scurria, ma non abbiano mai sentito il dovere di intervenire quando proprio lui ha attaccato Basile. Sarebbe però interessante capire chi siano esattamente. Per trasparenza e rispetto della comunità, sarebbe opportuno che queste posizioni avessero un nome e un cognome. Giusto per assumersi la responsabilità di ciò che si afferma”.

“Scurria un candidato civico imbarazzante che segna una pagina contraddittoria della destra a Messina”

“Oppure dobbiamo pensare che vi sia imbarazzo nel collegare la propria identità a un candidato civico che rischia di passare alla storia per aver segnato, in modo indelebile, una delle pagine più contraddittorie della destra cittadina. Una deriva che, più di ogni altra cosa, si commenta da sola. Esiste, invece, una campagna elettorale in cui qualcuno preferisce alimentare confusione piuttosto che confrontarsi nel merito. E questo, più che preoccupante, è profondamente indicativo”, viene evidenziato sempre nel comunicato.

Ricordiamo che, per l’avvocato Scurria, 14 su 15 liste di Sud chiama Nord, come abbiamo già evidenziato, sono fuori legge. Dovrebbero essere escluse perché, per presentarsi alle elezioni amministrative, sarebbe necessaria la raccolta delle firme. E il riferimento nel simbolo al partito di Cateno De Luca non le esenta dalle firme. Così il candidato del centrodestra ha inviato un “atto di significazione”, in sostanza una diffida, al presidente della Commissione elettorale circondariale di Messina. E si fa riferimento al quesito posto proprio dal gruppo Sud chiama Nord presente all’Assemblea regionale.

Il caso delle firme per le 14 su 15 liste di Sud chiama Nord

ScN ha infatti investito della questione l’assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione pubblica. In sostanza, per Scurria, la normativa consentirebbe a una sola lista collegata a un partito o gruppo politico, costituito presso l’Ars, e che nell’ultima elezione abbia ottenuto almeno un seggio, di non raccogliere le firme. E non a “un numero di liste plurimo e indeterminato nelle elezioni comunali e circoscrizionali indette per il 24 e il 25 maggio 2026, comunque contrassegnate con il proprio simbolo o con il proprio simbolo affiancato a quello di altra lista”.

Cosa dice la legge regionale del 1992

La tranquillità in casa di ScN nasce dall’articolo 7 , comma 3, della legge regionale del 1992: “Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti presso l’Assemblea regionale siciliana in gruppo parlamentare o che nell’ultima elezione regionale abbiano ottenuto almeno un seggio, anche se presentino liste contraddistinte dal contrassegno tradizionale affiancato ad altri simboli. In tali ipotesi le liste dei candidati saranno sottoscritte e presentate dal rappresentante regionale del partito o del gruppo politico o da una o più persone dallo stesso delegate, con firma autenticata”.

l ricorso al Tar di Giorgianni e Starvaggi contro le elezioni il 24 e 25 maggio

In più, c’è anche il ricorso al Tar con udienza in Camera di consiglio per il prossimo 5 maggio. Ricorso contro il decreto di indizione delle elezioni amministrative a Messina il 24 e 25 maggio. Un ricorso presentato dagli avvocati Paolo Starvaggi e Angelo Giorgianni. Quest’ultimo ex senatore ed ex magistrato, oggi al fianco del candidato sindaco Gaetano Sciacca. I legali sostengono che Federico Basile si sia dimesso con tre giorni di ritardo. E che il commissariamento potrebbe durare un anno. Ma la Regione siciliana ha chiarito che non ci sono stati errori. E che prevale la normativa regionale.

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5 commenti

  1. Anche il partito Democratico non approva le 14 liste assurde ed il segretario DEM dice : “scorciatoie e trucchetti atti ad aggirare una regola non sono un segno di forza, ma baccheggi per ingannare la democrazia”- Praticamente questi sono soltanto trucchi di De Luca per aumentare il numero di voti…
    https://www.tempostretto.it/news/il-pd-da-de-luca-e-basile-scorciatoie-e-trucchetti-con-le-15-liste.html

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  2. Ma come è possibile che la stessa cosa, per due persone diverse è completamente diversa ?
    Oggi questo è la politica, confusione. Non altro.

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  3. Quinto Ortensio Ortalo 27 Aprile 2026 09:26

    genovese fu mandato a casa e si dovettero rifare le elezioni per un ricorso di una lista di disturbo, esclusa dalla competizione elettorale, dove peraltro non era presente neanche un messinese. La normativa non è chiara, parla di liste perché prima parla di partiti, dipende da come la interpreterà il magistrato. Un semplice parere di un funzionario regionale non basta, servirebbe che il parlamento regionale fornisse una interpretazione autentica della norma. Personalmente ritengo che Scurria abbia ragione e che non basti mettere un simbolo del partitino di de luca per evitare la raccolta delle firme per le altre 14 liste. Peraltro lo stesso simbolo su quindici liste può indurre in errore l’elettore. A farla breve può davvero esserci il rischio di un ricorso che porti al commissariamento del comune.

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  4. SONO D’ ACCORDISSIMO CON QUINTO ORTENSIO ORTALO……TRA L’ ALTRO PENSO CHE SCURRIA ABBIA RAGIONE ANCHE PERCHE’ PROPRIO LUI, SE NON RICORDO MALE COLLABORAVA CON CATENO DE LUCA,SA OGNI COSA IN QUESTO AMBITO, TANT’ E’ CHE ERA SOPRANNOMINATO IL SUO SPIN DOCTOR PROPRIO PER AVERE PIU’ CONSENSI ELETTORALI POSSIBILI ,RAGION PER CUI SA COSA DICE SPECIE DAL PUNTO DI VISTA GIURIDICO, ESSENDO PURE AVVOCATO…..MA RICORDIAMOCI CHE DA ASTUTA 🦊 QUAL E’ CATENO DE LUCA,NON E’ PER NIENTE SPROVVEDUTO IN TERMINI DI LEGGE, VISTO CHE SI FA AFFIANCARE DA FIOR DI PROFESSIONISTI COME L’ AVVOCATO TAORMINA ……,IN OGNI COSA CHE FA,SA QUEL CHE FA …..E DA VEDERE PERO’, SE COME TUTTI I COMUNI MORTALI ,HA ANCHE LUI UN PUNTO DEBOLE, CHE GLI POSSA AVER FATTO COMPIERE, UN PASSO FALSO….E QUESTO LO PUO’ SAPERE ,SOLO, CHI GLI E’ STATO VICINO E SA ESATTAMENTE QUALE POSSA ESSERE, PER POTERLO” COLPIRE E AFFONDARE”…..LA “VENDETTA” DEGLI EX E’ SEMPRE “TEMIBILE “PROPRIO IN VIRTU’ DI CIO’.

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  5. Ciarlatani e millantatori sono presenti trasversalmente in ogni campo, non solo nei mezzi di informazione mainstream, ma anche nella informazione cosiddetta alternativa dove esistono i disinformatori di professione comprati e pagati per fare opposizione controllata. E poi ci sono ovviamente nella politica, nella medicina, tra gli uomini di scienza, tra gli uomini cosiddetti di cultura, sono imbroglioni al servizio permanente ed effettivo di pochissimi detentori di ricchezze folli e nonostante l’inganno rappresenti un pericolo tragico e pericolosissimo per le nostre più elementari libertà, è accettato dalla maggioranza delle persone come un fatto ineludibile. A Messina , dietro il clamore mediatico delle forse prossime elezioni, bisognerebbe attenzionare ciò che lascia BasiLuca: si assume e si stabilizza nelle partecipate un esercito di individui da usare come candidati, rischiando un nuovo default per i debiti del passato e per l’incapacità di programmare il futuro. Un circolo vizioso che non lascia dormire sonni tranquilli a nessuno. Tranne, forse, a chi sedeva nei CdA e ora si ricandida per ennesimo giro di giostra.

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