Liquami e insetti a pochi passi dalle case in via 37F a Messina. L'amministratore unico Ruello: "Una volta avuto il titolo di proprietà, interverremo. Non ci siamo mai tirati indietro"
MESSINA – Un’area trasformata in una palude di liquami, tra odori nauseabondi e il ronzio costante di insetti vettori. È questo il quadro degradante che emerge da via 37F a Fondo Fucile, dove i residenti denunciano una criticità igienico-sanitaria che si trascina ormai da quattro mesi.
Nonostante le ripetute segnalazioni inoltrate all’Asp, al Comune di Messina e all’Amam, il rimpallo di competenze sembra aver congelato ogni intervento risolutivo, lasciando le famiglie in una condizione di estrema vulnerabilità.
Salute a rischio a pochi metri da casa
La perdita fognaria è localizzata in un punto a ridosso degli ingressi delle case private. Il ristagno di reflui non rappresenta solo un problema estetico o di decoro, ma una vera e propria minaccia per la salute pubblica.
A destare maggiore preoccupazione è la presenza, in uno dei nuclei familiari colpiti, di una neonata di soli quattro mesi. La piccola, come sottolineato dal genitore nella sua denuncia, è quotidianamente esposta alle esalazioni persistenti e al rischio biologico derivante dai liquami e dalla proliferazione di insetti, verosimilmente correlata al degrado ambientale in corso.
L’origine del guasto
“L’Amam ha fatto lavori tempo fa – dice il nostro lettore – ma dopo pochi giorni tutto è tornato come prima. E’ un’emergenza sanitaria davanti alla cucina di casa mia. Non possiamo uscire a causa della fogna e degli insetti. L’Asp deve valutare la situazione dal punto di vista igienico-sanitario e si deve mettere subito la zona in un minimo di sicurezza”.
“L’Amam pronta a intervenire”
L’amministratore unico di Amam, Salvatore Ruello, conferma che Amam ha fatto i primi interventi di espurgo ma dopo poco la situazione è tornata al punto di partenza. Da qui l’indagine più approfondita: il blocco sarebbe localizzato in un tratto di collettore fognario situato sotto la veranda di una casa privata, al piano terra.
L’Amam precisa inoltre che dallo scorso 23 marzo ha avviato i contatti con l’amministratore del condominio per ottenere la documentazione necessaria per intervenire su un’area di pertinenza della casa interessata ma ad oggi sarebbe arrivata solo parzialmente e mancherebbe una firma del proprietario. “L’appoggio da parte nostra non è mai mancato – dice Ruello -, anche con un’ultima attività di espurgo proprio ieri. Aspettiamo il titolo di proprietà in originale. Subito dopo faremo un atto in cui sarà messo nero su bianco l’intervento. Non ci siamo mai tirati indietro”.
