Il ministro: "Serve rispetto e dire grazie ai tifosi. Tutto passa, nella differenza dei ruoli, anche dalla collaborazione intensa con l'amministrazione e con le aziende del territorio"
di Silvia De Domenico e Giuseppe Fontana
MESSINA – L’arrivo del ministro per lo Sport Andrea Abodi in città è coinciso non soltanto con la campagna elettorale di Marcello Scurria, in vista delle elezioni di 24 e 25 maggio, ma anche con la retrocessione del Messina, dopo il match di domenica scorsa contro il Ragusa. Al netto di argomenti come la riqualificazione dello stadio e degli altri impianti sportivi, è stata quindi quasi inevitabile la domanda sul futuro della prima squadra della città.
Abodi: “Ripescaggio? Ci sono possibilità, ma ora taccio”
Abodi ha spiegato: “Per il rispetto che ho per chi è sceso in campo e soprattutto per i tifosi, per il loro patema d’animo, cerco di fare delle sconfitte delle opportunità. Quello che è successo sul campo purtroppo è successo ed è il frutto anche degli avversari. Dall’altra parte altri 11 soggetti che vogliono lo stesso obiettivo, no? Ci sono ancora delle possibilità, però doverosamente taccio perché ci sono delle procedure, c’è l’oggettività e la trasparenza. Tutti sapranno tutto sull’eventualità di ripescaggi. Poi ogni anno si ricomincia e ciò che è perso si può riconquistare, facendo tesoro dell’esperienza”.
Il ministro: “Importanti i rapporti con l’amministrazione”
Poi il ministro ha aggiunto: “È chiaro che anche questo passa attraverso, nel rispetto e nella differenza dei ruoli, da una collaborazione intensa con l’amministrazione comunale e con le aziende del territorio. E ringraziando ogni giorno i tifosi che vanno allo stadio e mettono piccole economie per contribuire a un progetto sportivo che oggettivamente a questo livello è sempre in perdita dal punto di vista finanziario. Si vive di aspettative e si vive anche di socialità, che il calcio deve poter sviluppare attraverso le scuole, il rapporto con le scuole calcio, offrire opportunità e avere la capacità di estrarre il talento. Perché evidentemente non si può averlo perso, è solo nascosto, un po’ trascurato. Il progetto sportivo non è di secondaria importanza”.
