L'incidente a San Filippo, il 15enne Riccardo Coglitore è l'ennesima vittima della strada a Messina

L’incidente a San Filippo, il 15enne Riccardo Coglitore è l’ennesima vittima della strada a Messina

Marco Olivieri

L’incidente a San Filippo, il 15enne Riccardo Coglitore è l’ennesima vittima della strada a Messina

domenica 07 Giugno 2026 - 07:53

Ancora uno scontro moto-auto ieri in città. E un impatto mortale. Dati 2025: a Messina il più alto tasso di mortalità per incidenti stradali tra i Comuni più grandi

MESSINA – Un’altra ferita non rimarginabile. Ieri sera un impatto fatale vicino al parcheggio verde dello stadio “Franco Scoglio, tra via degli Agrumi e via Guardia, è avvenuto a San Filippo. Uno scontro auto-moto e a perdere la vita è stato un quindicenne a bordo della motocicletta. Si chiamava Riccardo Coglitore e frequentava l’istituto “Verona Trento” di Messina. Ed è morto prima di essere trasportato in ospedale. Un’occasione tragica per riflettere sui dati allarmanti in città e nel territorio metropolitano in relazione agli incidenti stradali.

Da anni l’allarme sugli incidenti stradali nel Messinese

Come ha denunciato nel settembre 2025 Fiab Messina Ciclabile, la città dello Stretto è “tra i 14 Comuni italiani più grandi, quello con il più alto tasso di mortalità per incidenti stradali“. A Messina ci sono stati 679 incidenti con 13 morti (strade urbane/ extraurbane) nel 2024. E con tasso di mortalità di 6,0 (6 morti ogni 100.000 abitanti). E già il 2024 era stato definito un annus horribilis per gli incidenti stradali tra città e provincia.

Un invito alla responsabilizzazione di istituzioni, automobilisti, motociclisti e pedoni

L’invito è alla responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, automobilisti, motociclisti e pedoni. Bisogna fare di più. E partire dal rispetto rigoroso del Codice della strada e mettere in sicurezza ogni pezzo di territorio.

Pochi mesi fa l’appello della figlia di una vittima sulla strada

Non a caso nel febbraio 2026 abbiamo pubblicato la lettera dell’avvocata Carmen De Salvo: “Mia madre è tragicamente scomparsa nel giugno del 2025 a Messina, mentre attraversava sulle strisce pedonali in via Tommaso Cannizzaro. La sicurezza stradale in Italia resta un’emergenza civile: nel 2024 si sono verificati 173.364 incidenti con lesioni, 3.030 persone decedute e 233.853 feriti, con comportamenti quali distrazione, mancato rispetto della precedenza e velocità eccessiva tra le cause più frequenti”.

E ancora: “Credo sia fondamentale non solo raccontare questa tragedia personale, ma promuovere una vera campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale che coinvolga istituzioni, scuole, associazioni e cittadini”.

“Le istituzioni devono intervenire a Messina con misure concrete”

“È altresì importante sollecitare, anche vostro tramite, le istituzioni competenti a intervenire con misure concrete a Messina quali l’installazione di dossi, l’aumento dei controlli sul rispetto del Codice della strada, l’adeguamento della segnaletica e la protezione degli attraversamenti pedonali, per rendere più sicure le vie cittadine. Allo stesso modo, ritengo fondamentale che la voce delle vittime, delle loro famiglie e della comunità messinese sia ascoltata anche nelle sedi giudiziarie e istituzionali, affinché chi deve giudicare e chi è chiamato a decidere su queste questioni percepisca quanto questo problema sia sentito e condiviso da tutta la collettività”, ha evidenziato nella lettera la cittadina messinese.

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3 commenti

  1. Aspettiamo le solite inutili riunioni in Prefettura!
    Basta saper leggere il Vostro articolo per un esame di coscienza!
    Istituzioni assenti.

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  2. Cause in primis velocità .Molti patentati non conoscono non le precedenze non lo Stop e non il segnale di dare la precedenza.
    Il semaforo per molti patentati è un optional .

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  3. Non esistono vittime della strada, così come non esistono auto impazzite o strade killer. Esistono persone uccise dalla violenza stradale, da comportamenti scorretti e dal mancato rispetto delle regole. La deontologia giornalistica depreca fortemente l’uso di formule come “vittima della strada” o “scontro auto-moto” perchè nasconde che e auto e le moto sono oggetti inanimati: non si scontrano da sole. Dietro i mezzi ci sono persone, e parlare di “impatto fatale” riduce una tragedia a una fatalità inevitabile, cancellando le responsabilità umane.
    Come ricorda l’avvocata citata nel pezzo, i drammi avvengono per via di distrazione, precedenze saltate e velocità. Diamo la colpa alle condotte, non all’asfalto.

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