Messina. L'incubo di un padre accusato di aver abusato dei figli

Messina. L’incubo di un padre accusato di aver abusato dei figli

Alessandra Serio

Messina. L’incubo di un padre accusato di aver abusato dei figli

giovedì 09 Luglio 2026 - 19:49

Scagionato quattro volte, ma ha rischiato 6 anni di carcere e non vede i figli da 2 anni. La vicenda

Si chiude con l’assoluzione il processo ad un 59enne messinese accusato di aver costretto il figlio, che oggi ha 10 anni, ad abusi sessuali. Accuse nate dalle dichiarazioni del figlio ma che si sono rivelate infondate, al vaglio dei consulenti del giudice. Sullo sfondo c’è una vicenda tristemente comune: la guerra tra ex coniugi nella quale vengono trascinati troppo spesso anche i bambini.

Denunciato 4 volte e sempre scagionato

Adesso per questo padre l’incubo giudiziario è alle spalle ma, oltre ad aver rischiato sei anni di carcere, non riavrà più il tempo perso col bambino, che non vede da due anni. Il verdetto è del giudice per l’udienza preliminare Salvatore Pugliese che chiuso il processo in abbreviato a carico del 59enne. La Procura aveva sollecitato la condanna a sei anni, richiesta alla quale si è associato il legale della parte civile, l’avvocato Giovanni Calamoneri. Ma il Gup, ascoltato l’avvocato Nino Cacia che difende l’uomo e soprattutto alla luce delle conclusioni del suo consulente e di quello di parte, lo ha scagionato totalmente. Non è stato il primo “guaio” giudiziario, per il “padre negato”: già tre precedenti denunce contro di lui erano state archiviate.

Una guerra tra ex coniugi che trascina i figli

 La vicenda si inserisce nella separazione conflittuale con la moglie, che lo aveva denunciato per maltrattamenti – anche queste denunce si erano rivelate infondate. Il bambino aveva però raccontato alcuni episodi sospetti che, se pur smentiti dall’altra sorellina, hanno portato il 59enne davanti al giudice. Mai ai consulenti il racconto era sembrato subito inverosimile.

Ennesima storia di paternità negata

avv nino cacia
avv. Nino Cacia

“A seguito dell’insorgenza di questi procedimenti (tre archiviati ed uno definito con la sentenza del Gup Pugliese di ieri), il Tribunale civile ha sospeso l’esercizio del diritto di visita del mio assistito nei confronti dei figli che non vede da quasi due anni – racconta l’avvocato Cacia – Il rammarico e l’amarezza maggiore deriva dalla consapevolezza che le dichiarazioni del figlio maschio (la bambina ha smentito sia la madre che il fratellino) non potevano che essere etero dirette così come intuito da subito dalla consulente di parte dott.ssa Ketty De Gregorio che ha assistito l’imputato durante questo estenuante calvario”.

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