Per la realizzazione di quattordici alloggi si sarebbe invasa una particella già espropriata da Palazzo Zanca per la realizzazione di una strada comunale. Pergolizzi, Guerrera e Restuccia scrivono al sindaco
Si continua a parlare di rilascio di concessioni edilizie in città. Questa mattina i consiglieri comunali della maggioranza Nello Pergolizzi (Pdl), Domenico Guerrera (Udc-Il Centro con D’Alia) e Antonio Restuccia (Mpa), hanno scritto al sindaco, all’assessore comunale all’Urbanistica, al comandante dei Vigili Urbani, all’ingegnere Capo del Genio Civile e al responsabile della Protezione Civile, per porre all’attenzione degli stessi le richieste di alcuni cittadini proprietari di appartamenti siti in Contrada Badessa a Faro Superiore, in merito al rilascio della concessione edilizia n. 163/2005 – fasc.3554/6, riferita alla cooperativa edilizia -Nuova Polizia di Stato 85- per la realizzazione di quattordici alloggi sociali (nella particella nr. 382).
La vicenda è collegata all’atto deliberativo della Giunta Municipale siglato il 18 giugno del 2002, quando il Comune di Messina diede il via libera all’espropriazione di alcune particelle (nr. 379, 380, 381, 385, 387, 761 e 383 del foglio di mappa nr. 39), in località Faro Superiore per la realizzazione della strada comunale, incaricando con Ente Gestore lo I.A.C.P. di Messina e come direttore dei lavori l’Architetto Micali. La predetta opera è stata realizzata nel corso dell’anno 2004 e collaudata nell’anno 2006 e dalla mappa catastale risulta che la strada, già ultimata, delimita in modo trasversale i confini delle cooperative edilizie realizzate in C/da Badessa Faro Superiore. Il percorso stradale ha un andamento rettilineo e come riporta la planimetria allegata al piano particellare d’esproprio, ha una larghezza costante di m. 12,00 marciapiedi inclusi.
Nel 2005, precisamente il 28 settembre, veniva intanto rilasciata la concessione edilizia per la costruzione dei quattordici alloggi, con la relativa indicazione del rispetto della distanza delle case a schiera relative al corpo B della sede carrabile dalla strada in corso di esecuzione. Lo scorso due luglio, i consiglieri comunali scriventi, hanno presentato formale richiesta al responsabile del Dipartimento Opere Urbanizzazione primarie, Annunziata Troilo, al fine di verificare il progetto delle opere di urbanizzazione primarie realizzate in località Faro Superiore, Contrada Badessa e valutare il relativo rispetto dei dettagli definiti. La documentazione fotografica pervenuta a Pergolizzi e colleghi, mostra villette a schiera che dovrebbero essere realizzate nella particella 382 che ha il confine perfettamente allineato con il bordo della carreggiata stradale. -Il confine catastale della particella – scrivono i tre – è allineato al bordo esterno della carreggiata stradale già ultimata, da non esperti sembra potersi ritenere che nella realizzazione del complesso edilizio si è invasa una porzione di strada pubblica, con la eliminazione del marciapiede frontistante la particella 382 e sconfinamento nella particella 381 (già espropriata dal Comune per la realizzazione dell’opera di urbanizzazione primaria) con interruzione di percorso pedonale e grave pregiudizio alla viabilità della zona-.
Per questo i consiglieri comunali chiedono al sindaco Giuseppe Buzzanca di disporre un’attenta verifica dello stato dei luoghi al fine di accertare se vi sia stato lo sconfinamento nella particella 381 di proprietà del Comune, e al contempo se siano stati rispettati i confini dalla sede carrabile e soprattutto le normative vigenti in merito all’approvazione del progetto edilizio. Inoltre viene chiesto al primo cittadino di disporre immediatamente una verifica sullo stato dei luoghi da parte del Corpo della Polizia Municipale, al fine di valutare eventuali pericoli per la circolazione stradale. Infine, qualora si riscontrassero eventuali irregolarità o inadempienze, di adottare tutti gli opportuni provvedimenti previsti dalla legge a tutela dell’interesse pubblico e disporre anche, ove ciò sia possibile, in autotutela, la revoca o l’annullamento della concessione edilizia in questione, rimettendo, ove necessario, gli atti alla competente Autorità Giudiziaria.
