"Non aveva iniziato lavori". Sul crollo di Pistunina parla l'avvocato Scordo dopo che l'imprenditore edile è stato sentito dalle pm della Procura di Messina
MESSINA – A interrogatorio finito, l’avvocato Antonello Scordo e il suo assistito Pasquale D’Alì rispondono alle domande dei cronisti davanti alla caserma dei carabinieri di Tremestieri. L’indagine è quella del crollo della palazzina a Pistunina e l’imprenditore edile è uno dei tre indagati. Così il legale: “L’attività di D’Alì era solo all’inizio e a mio modo di vedere non collegabile a quello che è successo. C’erano altri operai all’interno e non erano del mio cliente. Il mio assistito aveva fatto un sopralluogo in precedenza ma era la prima volta che entrava. Era lì soltanto per verificare lo stato dei pilastri”.

Alla domanda se i lavori erano iniziati quel giorno l’avvocato Scordo risponde con queste parole: “Voi parlate di lavori ma era lì solo per verificare lo stato di alcuni pilastri che presentavano delle crepe. Era un’attività propedeutica all’inizio dei lavori. Questo per quanto riguarda il mio cliente; per il resto non so nulla. Il mio cliente è entrato quel giorno e c’erano dei piastrellisti, credo. Il proprietario (Carmelo Leone, morto nel disastro, n.d.r.) cosa aveva chiesto all’imprenditore D’Alì? Si trattava di un’attività propedeutica a una verifica”.
“D’Alì aveva un incarico dalla proprietà e quel giorno aveva iniziato”
Per il legale, D’Alì “ha risposto alle domande, tutte le domande che gli sono state poste. E credo che abbia anche offerto un contributo utile per le indagini. Perché si trovava all’interno del supermercato? Aveva un incarico. Era proprio quel giorno che aveva iniziato. La manutezione gli era stata affidata dalla proprietà dell’edificio”.
A condurre l’interrogatorio le sostitute Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone.
“Mi dispiace tanto per le persone che sono morte, ero a dieci metri e sono riuscito a scappare”
Poi poche parole dall’imprenditore: “Mi dispiace tanto per le persone che sono morte. Basta, non so che dire. Che ricordo ho? Ho sentito solamente scappare e basta. Non sono stato travolto da un pilastro. Da calcinacci ma non ricordo. Ero a dieci metri (dall’uscita, n.d.r.) e sono riuscito a scappare. Sono stato mezz’ora, mezz’ora solo lì”.
La frase prima dell’interrogatorio: “Ero casualmente lì”
Prima dell’interrogatorio D’Alì aveva sussurrato alle tv e ai cronisti questa frase: “Ero casualmente lì”. Nei giorni scorsi l’imprenditore era stato sottoposto a un intervento chirurgico per le ferite riportate a causa del cedimento della palazzina.
Le ipotesi di reato
Le ipotesi di reato sono tre: omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno. A essere iscritti nel registro degli indagati l’imprenditore (Alessandro Panarello) alla guida della società che aveva preso in affitto l’intero pianterreno (ex supermercato) per realizzare una macelleria, il titolare dell’impresa (D’Alì) a cui sarebbero stati affidati i lavori di ristrutturazione, l’ingegnere (Pietro Leone) che sarebbe stato chiamato a coordinare i lavori.
I periti
Sempre oggi, nella necessità di accertamenti tecnici non ripetibili, è avvenuto il conferimento dell’incarico come consulenti tecnici all’ingegnere e professore Andrea Prota e agli ingegneri Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani.
In corso le autopsie
Pure oggi è stato conferito l’incarico per le autopsie sui corpi recuperati. Come consulenti tecnici, sono stati nominati dalle pubbliche ministere Siliotti e Ardizzone la professoressa Elvira Ventura e il dottor Gennaro Baldino, medici legali. E le autopsie delle quattro vittime recuperate sono in corso: si tratta di Carmelo, Rosa e Sara Leone e di Alessandra Frazzica.
Nel frattempo, il lavoro tra le macerie dei vigili del fuoco continua. Al momento risultano due dispersi: il marito di Rosa Leone, Santino Magazzù, e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya.

