No Ponte pronti al corteo: "La marea di Messina il nostro decreto di chiusura della Stretto spa"

No Ponte pronti al corteo: “La marea di Messina il nostro decreto di chiusura della Stretto spa”

Redazione

No Ponte pronti al corteo: “La marea di Messina il nostro decreto di chiusura della Stretto spa”

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venerdì 07 Agosto 2026 - 12:30

Oggi l'assemblea in vista della manifestazione di domani: "Questa è una storia di sprechi e risorse sottratte alla collettività"

MESSINA – “Quella del ponte è una storia di sprechi, di risorse sottratte alla collettività per il tornaconto di pochi, di procedure speciali (leggasi con minori tutele) e buchi neri”. È questo il nodo cruciale intorno cui ruotano l’assemblea dei No Ponte odierna e soprattutto il corteo di domani pomeriggio, sabato 8 agosto, in partenza da Piazza Cairoli alle ore 18.30.

Il punto fondamentale contro cui si protesta e protesterà è la Stretto di Messina SpA. Il comitato ha infatti spiegato: “Dalla legge istitutiva della Stretto di Messina SpA nel 1981 alla legge obiettivo del 2001, dalla rimozione del tetto massimo per gli stipendi dei dirigenti della Stretto di Messina SpA alle deroghe in materia di appalti introdotti dal cosiddetto decreto commissari, l’elenco è praticamente infinito. In esso, si intrecciano norme specifiche per il ponte e la disciplina che, più in generale, favorisce la grande imprenditoria della devastazione”.

I No Ponte: “Da tempo la Corte dei Conti vuole la chiusura”

“Ai procedimenti giudiziari, emersi negli scorsi mesi – hanno proseguito i partecipanti all’assemblea -, lasciamo il compito di accertare responsabilità penali. Quelle politiche le conosciamo già, e le ascriviamo a quel blocco sociale che si nutre del ponte e di cui fa parte l’intera governance tecnico-politica dell’opera: politici, imprenditori, progettisti, fino, naturalmente, alla società concessionaria. Non a caso, la stessa Corte dei Conti ha sollecitato più e più volte, già a partire dal 2016, governo e parlamento a un intervento normativo per accelerare la liquidazione della Stretto di Messina SpA, decisa nel 2013 dal governo Monti, onde evitare un ulteriore spreco di risorse pubbliche e porre fine al paradossale contenzioso avanzato dalla stessa società nei confronti di altre istituzioni statali”.

“Domani una marea per far chiudere la Stretto spa”

E ancora: “Sappiamo bene com’è finita: non c’è stato nessun intervento normativo e la società è stata tenuta in piedi da tutti i governi, di diverso colore, che si sono succeduti, fino ad essere riattivata da MeloniSalvini nel 2023. Ecco perché, oggi, la chiusura della Stretto di Messina SpA rappresenta l’unica strada per interrompere quella continuità che consente al progetto di sopravvivere da oltre quarant’anni. Ci consentirebbe di liberare quei 14 miliardi tenuti in ostaggio dal miraggio del ponte. Ci consentirebbe di sottrarci alla minaccia di quei cantieri che qualcuno vorrebbe aprire, magari per guadagnare visibilità nella lunga campagna verso le elezioni politiche. Per questo torniamo in piazza, non delegando una lotta che è delle persone che abitano i territori dello Stretto, dei Sud, e di chi ci accompagna in solidarietà. L’8 agosto la marea di Messina diventerà il nostro decreto popolare di chiusura della Stretto di Messina SpA”.

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2 commenti

  1. “Quella del ponte è una storia di sprechi, di risorse sottratte alla collettività per il tornaconto di pochi, di procedure speciali (leggasi con minori tutele) e buchi neri”……..e la terra è piatta e non ne parliamo più!!!!!

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  2. X questo in sicilia non si va mai avanti.x colpa di questa gente ,che blocca il progresso.

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