Mentre l'azienda ha proposto ai lavoratori colloqui con la Comal, Controcorrente presenta un'interrogazione parlamentare e invita alla mobilitazione contro i licenziamenti
Caso Duferco e riconversione del sito di Giammoro. La cessazione definitiva dell’attività di laminazione è avvenuta nel febbraio 2024. E ieri sono scaduti i contratti di solidarietà. Da qui il problema dei 45 lavoratori che non hanno aderito alle soluzione occupazionale proposta dall’azienda. Ma Duferco ha scritto nei giorni scorsi all’assessore regionale Tamajo, a rappresentanti di istituzioni e sindacati, allegando la convocazione per i lavoratori da ricollocare presso Comal Spa. Una società appartenente al gruppo ma soggetto giuridico autonomo, che “ha manifestato il proprio interesse a valutare l’assunzione di alcune maestranze”.
“L’obiettivo di evitare o almeno ridurre il numero di possibili licenziamenti”
Nella lettera si specifica che Comal ha differenti caratteristiche rispetto al precedente impianto di liminazione Duferco Travi e Profilati Spa. Ma esiste la “disponibilità a percorsi di formazione e qualificazione professionale”. L’obiettivo, viene dichiarato, è quello di “evitare” o almeno “ridurre il numero di possibili licenziamenti”. E la convocazione dei colloqui di lavoro è avvenuta dal 3 al 5 agosto. Ma, di fatto, la soluzione dovrebbe riguardare una minoranza dei lavoratori.
Controcorrente: “Serve una mobilitazione per bloccare le procedure di licenziamento”
Nel frattempo, a muoversi sul piano politico è il gruppo Controcorrente all’Ars, che contesta “l’assenza al tavolo ufficiale di Duferco. È inaccettabile che un’azienda che ha beneficiato di finanziamenti pubblici regionali scelga di disertare il confronto”. Osserva il deputato regionale Alessandro De Leo: “Serve una mobilitazione politica forte e compatta per ottenere un intervento immediato che blocchi le procedure di licenziamento e garantisca l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Come gruppo Controcorrente ci siamo già mossi concretamente, depositando un’interrogazione parlamentare, una richiesta di accesso agli atti e una mozione, sottoscritta anche dal parlamentare Sciotto (di Sud chiama Nord, n.d.r.). Non ci fermeremo qui: nelle prossime settimane depositeremo anche un esposto alla Corte dei Conti relativo alla gestione della vicenda del pontile”.

Il gruppo formato da Ismaele La Vardera, De Leo, Carlo Gilistro e Jose Marano chiede, in particolare, la copia integrale dei provvedimenti di concessione e qualsiasi strumento di finanza pubblica concesso alla società.
Duferco: “100 milioni per la riconversione del sito di Giammoro”
Ma torniamo indietro alle dichiarazioni nel mese di luglio da parte dell’azienda. “Dal 2023 a oggi Duferco ha già investito 94 milioni di euro in logistica, energia e idrogeno. Per la riconversione del sito di Giammoro, investiamo 100 milioni. E abbiamo gestito oltre il 65 per cento dei lavoratori”. Ad annunciarlo, alla Camera di commercio di Messina, era stato il presidente e amministratore delegato di Duferco Italia Holding Antonio Gozzi.
“La trasformazione dell’area in un nuovo polo per l’energia e i servizi industriali”
Ha sostenuto il presidente dell’azienda: “Dopo la cessazione definitiva dell’attività di laminazione, nel febbraio 2024, Duferco ha presentato un piano, nel luglio 2024, all’assessorato regionale alle Attività produttive e ha prodotto investimenti pari a 100 milioni per la trasformazione dell’area in un nuovo polo per la logistica, l’energia e i servizi industriali. Ma anche per interventi sviluppati per sostenere i lavoratori nella fase di transizione: tutela del reddito, copertura previdenziale, formazione e accompagnamento verso nuove collocazioni professionali”.
“Da Duferco nessuna prospettiva”, Fismic Consal Messina boccia il piano
Critico, in linea con la posizione di Controcorrente, Fismic Confsal Messina (Sindacato autonomo metalmeccanici e industrie collegate): “Sfruttato il territorio, accaparrato il pontile e incassati fondi pubblici, ora l’azienda pretende di lasciare solo disoccupazione e macerie. L’incontro svoltosi presso la sede di Sicindustria Messina tra la FIisnic Confsal e la dirigenza di Duferco S.p.A. ha messo in evidenza totale assenza di garanzie, nessuna prospettiva e la grave dichiarazione di non voler rinnovare alcun ammortizzatore sociale”.
Vedremo ora gli sviluppi successivi.

