Si è chiuso il vertice a Roma: gli impegni della politica ci sono, ma senza i fondi non ci saranno inversioni di tendenza. Confermato lo sciopero
Segnali positivi? Neanche a parlarne. Dopo il summit romano di ieri tra i sindaci di Messina e Reggio Calabria, i rappresentanti del ministero dei Trasporti e i vertici di Rfi, oggi è toccato ai sindacati confrontarsi con i piani alti delle Ferrovie. E le risposte, stando alle prime reazioni che arrivano da Roma, sono tutt’altro che confortanti. Dopo i messaggi positivi e ottimisti venuti fuori dall’incontro di ieri, oggi il tenore è del tutto opposto. Niente terza nave, come auspicato dai sindacalisti, niente cambiamenti immediati per il pendolarismo, niente di niente.
E soprattutto, è questo l’aspetto che preoccupa di più, non si fermerà l’opera di dismissione già in atto e che ha portato Messina a subire il 90 per cento dei tagli da parte delle Ferrovie. «Vanno bene gli impegni della politica, ma senza i soldi noi continuiamo. Poi si vedrà». Questo, in parole povere, il concetto espresso dai vertici di Rfi ai basiti sindacati.
Venerdì ci sarà una nuova riunione a Palazzo Zanca tra Fs e i rappresentanti istituzionali dei comuni di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni. Necessaria, vista la situazione, quantomeno la chiarezza. Per il momento i sindacati confermano lo sciopero, diretto, ci tengono a precisare, all’azienda Ferrovie più che alla politica. Alla quale viene riconosciuto l’impegno di questi giorni, ma al tempo stesso viene chiesto di accelerare nel passare dalle parole ai fatti.
(foto Sturiale)
