"Aut è IN": il podcast che parla di disabilità e autismo del progetto Interpares

“Aut è IN”: il podcast che parla di disabilità e autismo del progetto Interpares

Redazione

“Aut è IN”: il podcast che parla di disabilità e autismo del progetto Interpares

giovedì 27 Agosto 2026 - 10:20

Ospite Paolo Landi, ex direttore della comunicazione di Benetton e per anni collaboratore di Oliviero Toscani

MESSINA – Si chiama “Aut è IN” ed è un podcast, nato all’interno del progetto Interpares, che parla di disabilità e autismo, in relazione a tutte le attività promesse in questi anni dal progetto stesso. Interpares, promosso dal Comune di Messina e dall’assessorato alle Politiche sociali nell’ambito del Poc Metro, vede la collaborazione dell’ente con il CNR Irib Messina e tra i partner l’associazione Ulisse e la Cooperativa Audacia, presieduta da Carmelo Caporlingua.

Ma cos’è “Aut è IN”? Un momento di approfondimento coordinato dal giornalista Lillo Maiolino, con Carmelo Cutrufello e Alessandro Allegra, rispettivamente presidente dell’associazione Ulisse e direttore di Confimprenditori. A partecipare è stato Paolo Landi (ph. Maki Galimberti), scrittore e advisor marketing, ma soprattutto ex direttore della comunicazione di Benetton e per anni collaboratore di Oliviero Toscani.

Cutrufello: “Giovani che hanno qualcosa in più”

Cutrufello ha spiegato: “La prima cosa che vorrei osservare è che spesso parliamo di disabilità e di soggetti speciali quando, in verità, questi ragazzi, con le loro attitudini e talenti, rappresentano una delle migliori risorse per il nostro territorio. Siamo abituati, purtroppo, a vederli come persone alle quali manca qualcosa, in verità è il contrario: sono giovani che, invece, hanno qualcosa in più. Si sono mostrati abili a comprendere e trattare temi molto complicati e delicati come il business plan; la pianificazione d’impresa; la comunicazione il marketing ecc. e hanno mostrato una grande sensibilità, offrendoci loro stessi l’occasione di poter trattare questi argomenti in modo e con linguaggi diversi. Perché un soggetto autistico non capisce meno, ma capisce in maniera diversa, pertanto l’argomento deve essere presentato in modo diverso e adeguato al suo meccanismo di comprensione”.

Allegra: “Imprenditori rimasti sorpresi”

Allegra, che con Confimprenditori è stato il collegamento tra le aziende e il progetto Interpares, ha aggiunto: “Per la prima volta mi sono confrontato con questa realtà e questo mi ha fatto cambiare il modo di guardarla. Anche gli imprenditori coinvolti si sono sorpresi. Lavorare fianco a fianco con questi ragazzi è la risposta migliore che si possa dare. Interpares ha rotto sovrastrutture mentali. Una diagnosi non è una condanna, dietro una malattia ci sono persone che hanno capacità, potenzialità, aspirazioni ed esistono famiglie che oggi sperano più di ieri. Fare impresa non è solo produrre economia circolare, ma economia dell’essere e, quindi, contribuire a creare situazioni di benessere generale in quante più possibili fasce sociali”.

Landi: “La disabilità non è una malattia”

Paolo Landi, che con Benetton è stato protagonista di campagne di comunicazione di grande impatto, ha poi affermato: “La disabilità non è una malattia, ma una condizione. La differenza è molto importante. A lungo si è ritenuta la disabilità qualcosa da lasciare ai margini della vita comune. Fu proprio alla fine degli anni ’90 che Toscani fece riflettere su questo tema. La disabilità, voglio usare un aggettivo insolito, è anche bella. Il concetto di bellezza collegato alla disabilità è da scoprire. Toscani ci portò in questo istituto sulle Alpi bavaresi e fotografò i bambini e i ragazzi adolescenti ospiti della struttura, con i loro insegnanti. Molti dei giovani erano down, altri tetraplegici. L’esperienza ci fece riflettere su quanto erano belli quei ragazzi. Per la prima volta i genitori ci dissero che i loro figli erano belli, e non solo agli occhi di madri e padri, ma per tutti, perché un marchio di moda li aveva scelti come modelli”.

E ancora: “La comunicazione in questo caso è fondamentale. Io credo che molte imprese, aziende dovrebbero tornare a pensare come in quegli anni pensarono Benetton, Procter & Gamble e Telecom. Reputo sia scandaloso che si impieghino budget multimilionari ogni anno, faccio degli esempi, per dirci quanti strati ha un fazzoletto o quanti giga ci regala la telefonia. Ecco non sarebbe male, tornare a investire dei budget pubblicitari e impegnare il marketing per comunicare temi meno consueti. Smetterla, insomma, solo di vendere prodotti, ma cercare di vendere qualcosa di più afferente a ciò che il brand pensa, per acquisire il suo spazio nella società civile e incidere veramente”.

Il progetto Interpares ha portato all’avviamento e all’inserimento lavorativo di 23 ragazzi con sindrome dello spettro autistico. Fondamentali le sinergie con le aziende che hanno appoggiato l’iniziativa: Caronte & Tourist, Caffè Barbera 1870, Società Sportiva Camaro, Azienda agricola Villaré, Cooperativa Audacia. Il podcast “Aut è IN” è su Spotify al link:

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