Messina ricorda le vittime della tragedia del 1° ottobre 2009: una ferita ancora aperta nei villaggi della zona sud
Il calendario segna il passaggio di diciassette anni, ma il rumore sordo della montagna che si sgretola e trascina via tutto resta inciso in modo indelebile nella coscienza collettiva della comunità messinese. Era il primo ottobre del 2009 quando un nubifragio di violenza inaudita si abbatté sulla zona sud di Messina e sul versante jonico, colpendo con una ferocia devastante i villaggi di Giampilieri, Briga, Molino, Altolia e il vicino comune di Scaletta Zanclea.
Una ferita profonda nel cuore della comunità
Trentasette vite spezzate, interi quartieri sommersi da fango, detriti e massi ciclopici, case sventrate e una comunità intera travolta dal dolore e dallo smarrimento. Le immagini di quelle ore drammatiche – con i soccorritori e i residenti scavare a mani nude tra le macerie alla ricerca dei dispersi – rappresentano ancora oggi il capitolo più buio e doloroso della storia recente del territorio. Ogni primo ottobre, il silenzio e la preghiera tornano a stringersi attorno ai familiari delle vittime, in una commemorazione che non è soltanto un atto dovuto, ma un presidio civile contro l’oblio.
Stasera alle 19 una messa nella Chiesa Madre di Giampilieri, poi la commemorazione al monumento ai caduti dell’alluvione con la lettura dei nomi delle vittime. A Scaletta Zanclea, invece, Messa alle 18.30 nella chiesa Madonna del Carmelo, per poi muoversi in corteo fino a contrada Foraggine, il luogo più colpito, dove sarà deposta una corona d’alloro.

