Il punto da parte del direttore generale dimissionario Davide Maimone
Lavori iniziati il 12 aprile 2021, poi un contenzioso con la Regione finito con un nulla osta e opere nel vivo dal febbraio 2022 con l’esecuzione delle opere strutturali di fondazione (piastra base). Il direttore generale dimissionario dell’Amam, Davide Maimone, fai il punto sui lavori del Serbatoio Montesanto 1.
Vasche finite, resta il collaudo sanitario
«Allo stato dell’arte odierno i lavori contemplano la realizzazione delle vasche, che hanno già superato con esito positivo sia i collaudi strutturali sia le prove idrauliche di tenuta; i lavori fisici del serbatoio sono quindi conclusi».
Con la fine dell’emergenza, scattano i vincoli ordinari: «Con la conclusione dello stato di emergenza idrica (Delibera del Consiglio dei Ministri del 9 maggio 2025, pubblicata in Gazzetta ufficiale numero 115 del 20 maggio 2025), la gestione dell’impianto è rientrata nel regime ordinario stabilito dal Decreto legislativo 18/2023 in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano. Questa normativa, posta a tutela della salute pubblica, non ammette deroghe sui parametri igienico-sanitari: per quanto espresso significa che, prima di immettere l’acqua nella rete di distribuzione, risulta vincolante ottenere i relativi nulla osta analitici (chimici e microbiologici) rilasciati dall’Asp».
Per quanto riguarda il funzionamento e la distribuzione del carico idrico, Maimone spiega che «la funzione principale del Montesanto 1 è il servizio della zona centrale della città. Attraverso il collegamento con la condotta DN 300, l’infrastruttura contribuirà ad alimentare la direttrice Nord; tuttavia, si evidenzia che i cali di pressione registrati nel comparto settentrionale non dipendono in alcun modo dal Montesanto 1. La soluzione strutturale e definitiva per la zona Nord risiede infatti nella realizzazione di un nuovo serbatoio dedicato (con capacità e tipologia analoghe al Montesanto) e nel potenziamento della relativa condotta DN 300».
Inoltre, viene specificato il ruolo delle risorse esterne: «L’opera, come da progetto, contempla anche la soluzione gestionale che prevede l’attingimento idrico anche dall’acquedotto dell’Alcantara gestito da Siciliaacque SpA mediante una derivazione di competenza dello stesso gestore regionale realizzata nel 2025; tale soluzione è da considerarsi emergenziale causa l’elevato costo tariffario applicato dal gestore regionale».
In sintesi, la funzione dell’impianto è duplice: «Il Montesanto 1 rappresenta un serbatoio di accumulo che tende a costituire una riserva idrica per alimentare la pressione della direttrice nord e, qualora necessario, ad attingere ulteriori risorse dall’acquedotto dell’Alcantara essendovi collegato direttamente allo stesso».
Il Cronoprogramma
Sul fronte delle scadenze e della messa in marcia, dopo due modifiche contrattuali del 7 maggio 2025 e del 12 giugno 2026, Maimone dettaglia i passaggi futuri: «Una volta completati tutti i passaggi di legge (si tratta dell’iter burocratico e igienico-sanitario, in primis l’ottenimento dei nulla osta analitici chimici e microbiologici rilasciati dall’Asp, obbligatori per legge prima di immettere acqua potabile nella rete cittadina, ndr) e realizzato lo stacco per il collegamento definitivo, la reimmissione del serbatoio nella rete di distribuzione avverrà entro febbraio 2027, a seguito di una fase di lavorazione e messa in esercizio la cui durata è stimata in circa un mese, mentre le successive attività di collettazione si concluderanno entro la prossima stagione estiva 2027, rendendo l’opera pienamente e stabilmente operativa a regime».
Gli interventi complementari e i risultati sulla rete
Parallelamente, Maimone elenca gli interventi complementari sul territorio: «Nell’ottica complessiva dell’incremento delle risorse idriche, utili e necessarie al servizio idrico, si è provveduto al revamping dell’impianto di Torre Rossa – Bufardo (con il riammodernamento dei quadri elettrici e una maggiore affidabilità dell’adduzione), all’efficientamento dell’Acquedotto Santissima e alla pulizia straordinaria delle sorgive di San Rizzo, San Filippo, Altolia, Cumia e Corsari. Parallelamente, sono stati immessi in rete i pozzi della zona Sud (Oteri, Busà e Cucinotta), a seguito del parere favorevole rilasciato dall’Asp».
Infine, un passaggio riguarda i fondi europei e i riscontri pratici: «Inoltre Amam ha completato integralmente tutti gli interventi finanziati dal Pnrr dedicati alla digitalizzazione, alla distrettualizzazione e alla riduzione delle perdite della rete idrica con evidenti risultati in termini di erogazione idrica nei quartieri interessati quali, ad esempio, il quartiere Lombardo storicamente afflitto da carenza idrica».
«L’attuazione di questo piano di interventi – conclude Maimone – ha prodotto risultati concreti: nel corso del 2025, la zona centro della città ha ottenuto 2 ore di erogazione in più al giorno, raggiungendo una media di 18 ore e 50 minuti giornaliere».

