Al centro della contestazione le modalità con cui l’opera è stata restituita alla città e il risultato raggiunto in questa prima fase.
MESSINA – L’inaugurazione dell’ormai ex Villetta Quasimodo, oggi Piazza Quasimodo, ha aperto un nuovo fronte polemico tra l’Amministrazione comunale e quattro consiglieri della IV Circoscrizione. Al centro della contestazione non c’è la scelta di riqualificare l’area, giudicata dagli stessi consiglieri un intervento necessario, ma le modalità con cui l’opera è stata restituita alla città e il risultato raggiunto in questa prima fase.
Il primo elemento evidenziato dai quattro consiglieri – Emanuele Carlo, Nicola Cucinotta, Domenico Gabriele Ferrante e Francesco Melita – riguarda i lavori ancora da completare. In particolare, al momento dell’inaugurazione non risultava ancora pronta l’area giochi destinata ai bambini. Una circostanza che, secondo i rappresentanti della Circoscrizione, solleva interrogativi sull’opportunità di procedere comunque con la cerimonia di inaugurazione.
A questo si aggiungono le perplessità espresse sul risultato estetico e funzionale dell’intervento. I consiglieri, in una lunga nota, sostengono che una parte dei cittadini abbia manifestato sui social un giudizio critico rispetto agli arredi, ai colori e ad alcune scelte progettuali. Una reazione che, precisano, non intendono trasformare in un giudizio tecnico sull’opera, ma che ritengono meritevole di essere ascoltata.

La Villetta Quasimodo è stata per anni associata a situazioni di degrado e marginalità. La sua riqualificazione rappresenta quindi, anche per i consiglieri della IV Circoscrizione, un intervento condivisibile nell’obiettivo di restituire alla zona uno spazio di socialità, vivibilità e sicurezza. Proprio per questo, però, chiedono ora di conoscere nel dettaglio il progetto e lo stato di attuazione dei lavori.
“Stiamo parlando, peraltro – scrivono nella loro nota – di un intervento il cui valore complessivo è indicato nell’ordine degli 800 mila euro, con un finanziamento comunale di 471.349,43 euro a parziale copertura dei costi. Non sono cifre irrilevanti. Sono risorse pubbliche”. Per i consiglieri è quindi necessario fare chiarezza sull’effettivo costo dell’opera, sull’impiego delle risorse, sui lavori già completati e su quelli ancora da realizzare, oltre che sui tempi previsti per il completamento.

I quattro consiglieri contestano inoltre di non essere stati coinvolti nell’inaugurazione, nonostante il ruolo svolto negli anni nel sostenere la necessità di riqualificare l’area. “Non per una passerella, ma per rispetto del ruolo dell’istituzione territoriale e del lavoro svolto sul territorio”, sottolineano nella loro nota. Da qui la richiesta di risposte non soltanto sulle modalità dell’inaugurazione, ma anche sulle scelte progettuali e sulle possibilità di intervenire per migliorare alcuni aspetti dell’area.
I consiglieri assicurano infatti di non voler limitare la propria iniziativa alla contestazione degli arredi o delle scelte estetiche. L’obiettivo dichiarato è ottenere informazioni su progetto, costi, procedure, opere ancora da completare e tempi di ultimazione, verificando anche se esistano margini per correggere o integrare quanto già realizzato. La questione, in sostanza, non sembra destinata a chiudersi con il taglio del nastro.


L’intervento non è riuscito a rendere “invitante” e accogliente quello spazio urbano. In altri termini, non viene voglia di andarci o usufruirne. Esteticamente è terribile. Soldi spesi malissimo.
Inaugurata la nuova Villa Quasimodo a Messina…
Panchine e tavoli di un giallo talmente acceso che sembrano voler competere con il sole siciliano, completamente fuori sintonia con il contesto della città. La pavimentazione poi è già disconnessa in più punti e, come tocco finale, tutto il perimetro intorno agli alberi è stato abbondantemente ricoperto di cemento.
E qui arriva la domanda che vorrei rivolgere direttamente all’architetto: visto che il perimetro della villa è già naturalmente circondato dagli alberi e quindi gode di una bella ombreggiatura, perché non si è pensato a un bel prato verde, invece di trasformare tutto in cemento?
Un po’ di verde avrebbe dato freschezza, armonia e avrebbe valorizzato gli alberi già presenti.
Ma forse era troppo semplice.
D’altronde, per progettare un prato ci vuole un architetto… per mettere il cemento evidentemente basta un geometra del marciapiede. 😂
E pensare che la villa porta il nome di Salvatore Quasimodo. Chissà cosa avrebbe scritto lui davanti a questo spettacolo.
Sembra di villetta di un paesino di montagna non di una città metropolitana, chissà quanto è costata in termini di milioni di euro, bisogna sempre dire grazie al sindaco altrimenti piazzava qualche pista ciclabile o parcheggio a pagamento. Allora grazie per la piazza Salvatore Quasimodo una piazza alla moda per bambini e giovani
Mamma mia ma quanti commenti negativi. Possibile che uno spazio crei tanti malumori.. siamo troppo “mormoranti”. cosa bisognerebbe fare distruggerla e ricreare!!! Proviamo e al limite suggeriamo qualche modifica… sn soldi già spesi, ne rispendiamo altri? L’importante è controllare che non diventi Piazza di spaccio.
Abituati a ratti e barboni li come in fiera , via macello vecchio hanno pure la faccia tosta di contestare hahahahh
BUDDACI 60 ANNI DI NIENTE AVETE FATTO OGGI ALMENO I RISULTATI SONO EVIDNETI
L’ ennesima panzanata di un’ amministrazione che e’ convinta di avere una visione strategica….mah….non saprei cosa augurare a questa città….Forse, il migliore auspicio è che la Corte dei conti ci metta seriamente il naso in tutta una serie di opere di cui la stragrande maggioranza dei cittadini non vede alcun beneficio….anzi spesso danni e disservizi….Che il cielo vigili su questo lembo di terra…..