"Convivenze mediterranee", 3 giorni di confronti internazionali a Messina

“Convivenze mediterranee”, 3 giorni di confronti internazionali a Messina

Autore Esterno

“Convivenze mediterranee”, 3 giorni di confronti internazionali a Messina

sabato 10 Ottobre 2026 - 10:45

Si è tenuta dal 1° al 3 ottobre, nelle aule del Rettorato dell’Università, la quinta edizione di Matabbìa

MESSINA – Si è tenuta a Messina, dal 1° al 3 ottobre, nelle aule del Rettorato dell’Università, la quinta edizione di Matabbìa, manifestazione culturale e convegno scientifico internazionale itinerante. Il tema dell’edizione 2026 è stato incentrato su “Convivenze mediterranee: incontri, confronti, contaminazioni e scontri tra passato e presente” e ha visto coinvolto un centinaio di studiosi, ricercatori e istituzioni provenienti da diversi Paesi dell’area mediterranea, con l’obiettivo di promuovere una riflessione
interdisciplinare sulle relazioni storiche e contemporanee tra culture, comunità e società del Mediterraneo.
Ad organizzarlo sono stati i proff. Salvatore Speziale, docente di Storia e istituzioni
dell’Africa presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (Dicam), e Nancy De Leo, ricercatrice di Storia delle relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche (Scipog), con il coinvolgimento scientifico e
organizzativo di numerosi docenti dell’Ateneo messinese.
Il Mediterraneo, crocevia di popoli e di culture, ha fatto da sfondo agli interventi dei vari relatori con sessioni dedicate alla letteratura, memoria e identità, focus sugli italiani in Oriente, dalla Libia all’Anatolia, senza trascurare il versante tunisino,
oggetto di numerosi interventi che hanno analizzato soprattutto il tema del colonialismo e dell’emigrazione italiana in quella terra tra Ottocento e prima metà del Novecento, con i suoi riflessi nella creazione di gruppi antifascisti, come la Lega
Italiana dei Diritti dell’Uomo promossa da Giulio Barresi e l’attivismo del gruppo comunista di Velio Spano e Loris Gallico negli anni tra le due guerre mondiali.
Particolare attenzione è stata dedicata ai processi di integrazione, politicizzazione e ibridazione culturale tra la comunità italiana e la popolazione locale sulla sponda africana del Mediterraneo, ricostruendo ad esempio le vicende connesse alla
formazione culturale e politica di alcuni giovani intellettuali italo-tunisini all’interno di uno specifico milieu culturale quale prospettiva di osservazione dei processi di costruzione delle appartenenze collettive nel Mediterraneo coloniale.
Accanto agli interventi di natura scientifica e accademica non sono mancati nel corso dei tre giorni di convegno momenti culturali divulgativi riservati alla presentazione di libri (Le ragazze di Tunisi, di Luca Bianchini, Mondadori; Quand la diplomatie fait la
ville, di Admen El-Ghali
, Edition de l’Université de Bruxelles), alla proiezione in anteprima di un documentario (Nel paese sognato, di Marcello Bivona) e alle conferenze concerto, come quella del prof. Mauro Geraci, antropologo, dal titolo: “…
e forse un giorno mai più tornerò. Distanze e attraversamenti nella canzone narrativa mediterranea”, con la chiusura, con un concerto per voce e oud, affidata a Jamel Chabbi, del Centro Nazionale d’Arte popolare di Tunisi, incentrato sul tema TatrizIntrecci mediterranei.
Una manifestazione a più voci, tra passato e presente, ricca di spunti e di riflessioni sul tema della convivenza tra le popolazioni che insistono sul mare di mezzo, il Mediterraneo, culla di civiltà ridotto troppo spesso a tomba di migranti che spesso vi
trovano la morte nelle traversate di fortuna, sotto lo sguardo indifferente, se non respingente, della “civile” Europa.
Tra i numerosi e qualificati relatori provenienti da diversi paesi del Mediterraneo, l’iniziativa si è fregiata della prestigiosa presenza della prof.ssa Silvia Finzi, ordinaria presso la facolta di Lettere e Scienze umane dell’Università La Manouba di Tunisi, studiosa da anni impegnata nello studio della presenza italiana in Tunisia, nota per l’impegno a favore dei diritti delle donne e delle minoranze nel contesto arabo musulmano.

Fulvio Arena , tirocinante in Giornalismo (Unime) .

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