Messina. Quei due tavoli da ping pong pubblici da tempo senza rete

Messina. Quei due tavoli da ping pong pubblici da tempo senza rete

Redazione

Messina. Quei due tavoli da ping pong pubblici da tempo senza rete

lunedì 12 Ottobre 2026 - 12:37

A Villa Dante e piazza Casa Pia, il Comune sembra averci rinunciato

Servirebbe soltanto una rete in metallo, di quelle che non si possono né strappare né portare via con facilità. E invece da diversi mesi i due tavoli da ping pong installati a Villa Dante e a Piazza Casa Pia sono rimasti a metà: due superfici pronte, ma del tutto inutilizzabili per il gioco per cui erano state pensate. Un piccolo segnale di attenzione agli spazi pubblici che rischia di trasformarsi nell’ennesimo monumento all’incuria o alla resa di fronte ai piccoli atti di inciviltà.

L’installazione era stata accolta con favore dai residenti e dai frequentatori delle due zone cittadine. Per un certo periodo i tavoli hanno svolto il loro compito, attirando ragazzi, famiglie e appassionati che portavano da casa soltanto racchette e palline per passare un’ora all’aria aperta. Poi, come spesso accade negli spazi condivisi della città, le prime reti sono sparite o sono state danneggiate.

Nelle prime occasioni ci sono stati gli interventi di ripristino, consentendo il ritorno del gioco. Ora però la situazione sembra essersi bloccata: da tempo le reti mancano da entrambi i siti e nessun intervento è stato fatto per rimetterle al loro posto. Un silenzio che fa sorgere il dubbio che a Palazzo Zanca si sia deciso di rinunciare, considerando la manutenzione non più sostenibile a fronte di danneggiamenti continui.

Eppure una soluzione definitiva esisterebbe ed è la stessa adottata in molte altre città: installare reti fisse in acciaio o in alluminio sagomato, ancorate direttamente alla struttura del tavolo. Una scelta che azzererebbe il rischio di furti e danneggiamenti, restituendo alla collettività un servizio semplice ma prezioso per la socialità nei quartieri. La speranza dei frequentatori è che non si tratti di un abbandono definitivo, ma solo di un ritardo nell’individuare la soluzione tecnica più resistente.

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