Appuntamento il 19, 20 e 21 ottobre in Sala Laudamo
Il 19, 20 e 21 ottobre, nella Sala Laudamo del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, “Nel silenzio che ci unisce”, prima produzione di Stretto Off correnti creative, realtà nata con l’intento di mettere in movimento idee, linguaggi e visioni attraverso il teatro, il cinema, la musica, la danza, la letteratura e le arti visive.
“Nel silenzio che ci unisce” è scritto da Giusi Arimatea. In scena Daniela Conti e Mauro Failla, diretti da Vincenzo Tripodo. Le scene e i costumi sono di Angelica Oliva, il disegno luci di Giovanni Rando.
Due attori. Una famiglia. E tutto ciò che, attraverso le generazioni, non è mai stato detto.
La drammaturgia nasce da una riflessione sulle costellazioni familiari e attraversa il territorio oscuro dei traumi transgenerazionali: dolori, colpe, paure, silenzi e modelli di comportamento che sembrano appartenere al passato e che invece continuano a vivere nel presente, ricadendo sui figli e condizionandone le scelte.
In un tempo scenico sospeso, due soli interpreti danno voce a una molteplicità di personaggi e di generazioni. Madri e padri, mogli e mariti, figli ancora da nascere e figli già adulti si incontrano e si confrontano in una successione di frammenti familiari che, poco alla volta, compongono un’unica trama.
A segnare le vite sono le ferite dell’amore negato, la violenza, il controllo, le ideologie che impongono una visione del mondo, le insicurezze e i sensi di colpa ancestrali, il bisogno di conformarsi. Ma anche la resistenza, la conquista della consapevolezza, il desiderio ostinato di libertà.
Quanto di ciò che siamo appartiene davvero a noi? Quanto ci è stato invece consegnato prima ancora che potessimo scegliere?
“Nel silenzio che ci unisce” è un viaggio dentro l’eredità invisibile delle famiglie, è una domanda sulla possibilità di interrompere la trasmissione del dolore. Perché, se non possiamo cambiare ciò che è stato, possiamo almeno decidere cosa tramandare.
E forse la libertà comincia proprio quando troviamo il coraggio di pronunciare ciò che per troppo tempo è rimasto taciuto.
Note di regia di Vincenzo Tripodo
Quello che mi ha colpito del testo di Giusi Arimatea è il modo in cui le generazioni si succedono, mentre comportamenti, paure e dinamiche di potere continuano a ripetersi, spesso inconsapevolmente.
Non ho voluto ricostruire realisticamente quattro epoche o separarle in ambienti differenti. Tutto accade in un unico spazio, una sorta di casa della memoria, nella quale oggetti appartenenti a generazioni diverse convivono e accumulano le tracce delle vite precedenti.
Il tempo attraversa i corpi degli attori, modificandone posture, gesti e relazioni. La radio porta nella casa le voci della Storia e le canzoni di un’epoca; lo specchio restituisce immagini di sé nelle quali affiorano identità e paure ereditate. La donna contemporanea, invece, affida la propria voce a una telecamera. Registra una testimonianza, cercando di dare ordine alla propria indagine sul passato familiare. Il suo volto, ripreso in primo piano e proiettato sulla scena, diventa il luogo di questa ricerca.
Mi interessa soprattutto il momento in cui raccontare non basta più e diventa necessario confrontarsi con ciò che si è scoperto. Perché riconoscere il passato non significa liberarsene magicamente, ma forse trovare finalmente la possibilità di non ripeterlo.
È in questo passaggio, dal silenzio alla parola e dalla ripetizione alla consapevolezza, che ho cercato il senso della nostra messinscena.
La prima nazionale rappresenta un momento particolarmente significativo per Stretto Off correnti creative, che con questo spettacolo inaugura il proprio percorso produttivo, trasformando in pratica scenica l’idea di un luogo capace di mettere in relazione persone, linguaggi e sensibilità differenti.
NEL SILENZIO CHE CI UNISCE
Scritto da Giusi Arimatea
Con Daniela Conti e Mauro Failla
Regia Vincenzo Tripodo
Scene e costumi Angelica Oliva
Disegno luci Giovanni Rando
Produzione STRETTO OFF correnti creative
Prima nazionale 19, 20 e 21 ottobre 2026 – ore 20.30
Sala Laudamo – Teatro Vittorio Emanuele di Messina
Biglietti: € 5,00 – intero (disponibili presso il botteghino del Teatro Vittorio Emanuele)
Orari botteghino: martedì–sabato: 9.00–13.00 / 16.00–18.40

