Operazione Dinastia 2, colpo al traffico di droga dei barcellonesi. I nomi

Operazione Dinastia 2, colpo al traffico di droga dei barcellonesi. I nomi

Alessandra Serio

Operazione Dinastia 2, colpo al traffico di droga dei barcellonesi. I nomi

martedì 13 Ottobre 2026 - 08:00

Nuove accuse dai pentiti ai signori dello spaccio del Longano, chi sono i 12 nuovi indagati

Si apre un nuovo filone dell’inchiesta della Dda sui traffici di droga all’ombra del clan di Barcellona, denominato Dinastia. Al centro c’è il ruolo di 12 nomi noti, tirati in ballo dai pentiti. In particolare dai più recenti collaboratori di giustizia, Marco Chiofalo e Alessio Alesci.

Dinastia 2, le accuse ai barcellonesi

fabrizio monaco
Fabrizio Monaco

Associazione finalizza al traffico di droga, spaccio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e associazione mafiosa i reati contestati a vario titolo ai 12 indagati di Dinastia 2, alla fine degli accertamenti condotti dai magistrati antimafia Francesco Massara e Fabrizio Monaco, che ora andranno al vaglio dei giudici per le indagini preliminari.

12 indagati, tutti i nomi

Reati commessi nella metà del decennio scorso. Si tratta di: Nunzio Antonino Grasso, Fortunato Barresi, Claudio Febo, Orazio Maggio (44 anni) e Orazio Maggio (54), Carmelo Benenati, Mariano Calabrò e Giovanni Sofia, Angelo Bonaffini e Marco Chiofalo. Cocaina, marijuana e hashish le sostanze spacciate dal gruppo. Tra gli indagati c’è anche il pentito Marco Chiofalo, che si è auto accusato di aver contribuito alla gestione mafiosa del gruppo e che ha ammesso di aver avuto, nel 2023, un cellulare in cella, mentre era in carcere a San Gimignano. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonino Pirri, Fabio Catania, Giuseppe Ciminata, Diego Lanza, Sebastiano Campanella e Antonello Scordo. 

La prima retata antidroga

francesco massara
Francesco Massara

L’inchiesta che arriva adesso al capolinea è la coda dell’indagine principale che sfociò nella retata dei Carabinieri del 2020 ed ha documentato l’intenso giro di droga, ma anche le estorsioni a tappetto, gestite dalle nuove leve della “dinastia” mafiosa di Barcellona, che aveva rapporti anche con gli spacciatori di Giostra, a Messina e che utilizzava anche i canali dei social per piazzare le dosi e raggiungere giovanissimi clienti (leggi qui LO SPACCIO 2.0).

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED