Nuove accuse dai pentiti ai signori dello spaccio del Longano, chi sono i 12 nuovi indagati
Si apre un nuovo filone dell’inchiesta della Dda sui traffici di droga all’ombra del clan di Barcellona, denominato Dinastia. Al centro c’è il ruolo di 12 nomi noti, tirati in ballo dai pentiti. In particolare dai più recenti collaboratori di giustizia, Marco Chiofalo e Alessio Alesci.
Dinastia 2, le accuse ai barcellonesi

Associazione finalizza al traffico di droga, spaccio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e associazione mafiosa i reati contestati a vario titolo ai 12 indagati di Dinastia 2, alla fine degli accertamenti condotti dai magistrati antimafia Francesco Massara e Fabrizio Monaco, che ora andranno al vaglio dei giudici per le indagini preliminari.
12 indagati, tutti i nomi
Reati commessi nella metà del decennio scorso. Si tratta di: Nunzio Antonino Grasso, Fortunato Barresi, Claudio Febo, Orazio Maggio (44 anni) e Orazio Maggio (54), Carmelo Benenati, Mariano Calabrò e Giovanni Sofia, Angelo Bonaffini e Marco Chiofalo. Cocaina, marijuana e hashish le sostanze spacciate dal gruppo. Tra gli indagati c’è anche il pentito Marco Chiofalo, che si è auto accusato di aver contribuito alla gestione mafiosa del gruppo e che ha ammesso di aver avuto, nel 2023, un cellulare in cella, mentre era in carcere a San Gimignano. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonino Pirri, Fabio Catania, Giuseppe Ciminata, Diego Lanza, Sebastiano Campanella e Antonello Scordo.
La prima retata antidroga

L’inchiesta che arriva adesso al capolinea è la coda dell’indagine principale che sfociò nella retata dei Carabinieri del 2020 ed ha documentato l’intenso giro di droga, ma anche le estorsioni a tappetto, gestite dalle nuove leve della “dinastia” mafiosa di Barcellona, che aveva rapporti anche con gli spacciatori di Giostra, a Messina e che utilizzava anche i canali dei social per piazzare le dosi e raggiungere giovanissimi clienti (leggi qui LO SPACCIO 2.0).

