Gallerie e svincoli autostradali al buio, il piano del Cas e le criticità: "Messina Centro illuminato entro fine anno"

Gallerie e svincoli autostradali al buio, il piano del Cas e le criticità: “Messina Centro illuminato entro fine anno”

Giuseppe Fontana

Gallerie e svincoli autostradali al buio, il piano del Cas e le criticità: “Messina Centro illuminato entro fine anno”

lunedì 12 Ottobre 2026 - 10:48

In commissione il responsabile Ufficio impianti elettrici ha spiegato cos'è emerso dai controlli degli ultimi anni: "L'80% dei pali era a rischio"

MESSINA – Lo svincolo di San Filippo è acceso, tranne quattro lampade. Messina Centro lo sarà del tutto entro fine anno. Poi toccherà a Gazzi e successivamente a Boccetta. Con Tremestieri e Giostra attualmente fuori dall’accordo quadro che il Cas ha firmato per il “relamping” delle rampe. In sintesi è questo il piano del Consorzio autostrade siciliane per garantire agli automobilisti nuova luce in entrata e uscita dalla tangenziale. A spiegarlo è stato Antino Rapisarda, responsabile dell’Ufficio impianti elettrici, ospite insieme Francesco Caminiti, assessore al ramo, della prima commissione consiliare, presieduta da Calogero Brancatelli.

Rapisarda: “Ecco cos’abbiamo trovato nel 2020”

Rapisarda nel suo intervento iniziale ha fatto un punto generale sulla situazione dal suo insediamento nel 2020. Ha raccontato: “Inizialmente abbiamo trovato una situazione relativa all’illuminazione delle gallerie di appena il 30% accese. Quindi quasi tutte erano al buio. Si è fatto un controllo su tutte, sui cavi elettrici e sugli impianti. Si è deciso di effettuare un relamping con lampade la cui potenza potesse essere gestita dai cavi esistenti. Siamo arrivati al 90%. Perché non al 100%? Perché non siamo riusciti a fare interventi così risolutivi rispetto agli impianti esistenti”.

Il problema dei pali e della messa in sicurezza

“Per quanto riguarda gli svincoli la situazione è più complessa – ha proseguito -. Nel 2020 abbiamo trovato una situazione di svincoli quasi del tutto al buio. Abbiamo dovuto affrontare due questioni: oltre alla parte illumino-tecnica c’è stata quella dei supporti metallici. Ai primi venti superiori a 60 km/h avevamo la caduta di almeno un palo, con rischi gravissimi per le persone e con grandi responsabilità civili e penali per il Cas. Abbiamo attivato subito un appalto di censimento e verifica dei sostegni metallici e abbiamo iniziato a fare il famoso relamping, come per le gallerie. Compatibilmente con le linee in campo, abbiamo riacceso gli svincoli. Faccio l’esempio di Gazzi, però, che è stato acceso e dopo qualche mese è stato spento. Questo perché il censimento sui pali ci mostrato che dovevano essere rimossi l’80% dei pali. Quindi Gazzi prima era acceso, poi senza pali”.

Il punto su San Filippo e Messina Centro

Il responsabile ha ripercorso l’iter degli appalti, tra ricorsi e blocchi, con un accordo quadro praticamente fermo due anni. La graduatoria è andata a scorrere soltanto nel 2024. Ha spiegato anche che, però, “noi vorremmo vedere sempre 50 operai in campo ma non sempre le ditte possono farlo. Quindi cosa abbiamo pensato? Di iniziare da due svincoli: San Filippo e Centro. Oggi vi posso dire che il primo è tutto acceso, tranne che per quattro lampade. Per lo svincolo Centro dovremo fare una massiccia sostituzione dei cavi che sono convinto che concluderemo entro fine anno”.

Tremestieri e Giostra fuori dall’accordo

“Successivamente toccherà a Gazzi e Boccetta – ha poi aggiunto -. Resta fuori Tremestieri, resta fuori Giostra e i tratti di tangenziale vicini. Con i soldi attuali dell’appalto non ce la facciamo. C’è la volontà di finanziare un altro accordo quadro o una variante a quello attuale. Tremestieri ha una situazione migliore degli altri, infatti i pali sono quasi tutti accesi. Il banco di prova è stato il ciclone Harry. Sono cascati soltanto due pali, a riprovare che abbiamo lavorato bene”.

I rallentamenti

E ancora: “Rispetto al cronoprogramma dello scorso anno ci sono stati diversi rallentamenti per vari aspetti. Il primo è che vogliamo dare meno impatto possibile sulla viabilità, lavorando di notte. Le ditte hanno difficoltà perché ci dicono che non trovano manovalanza specializzata. Un altro aspetto è che cammin facendo abbiamo scelto di mettere pali a sicurezza passiva nei pressi delle barriere, che dovrebbero avere spazi per deformarsi. Vorrebbe dire cambiare tutte le barriere e spostare i pali attuali. I pali a sicurezza passiva sono stati scelti perché non si sradicano dal terreno e si deformano verso l’esterno in caso di impatto. È stato un costo praticamente raddoppiato. Ma è servito anche un calcolo per il posizionamento delle piastre, che ha fatto perdere qualche mese. Terzo aspetto sono le difficoltà riscontrate via via”.

Rapisarda: “Il Cas non ha la bacchetta magica”

Rapisarda ha sottolineato, infine, che “non abbiamo la bacchetta magica, stiamo usando gli strumenti che abbiamo. Ci è stato chiesto di fare verifiche a tappeto su tutte le gallerie siciliane. Questo controllo ci permetterà di dire se l’illuminazione è a norma o meno. Da lì, dando seguito alla legge, faremo un piano di adeguamento passivo. Vogliamo farlo in modo coscienzioso, da padri di famiglia. Dove possibile vogliamo fare una sostituzione punto per punto, salvaguardando la struttura. Ma nelle gallerie più vecchie stiamo progettando gli interventi ex novo per l’illuminazione a led”.

Dal punto di vista dell’amministrazione, Caminiti ha spiegato che alcuni lavori sono stati svolti in sinergia per garantire “che gli svincoli siano illuminati dentro la tangenziale e in città”. Una collaborazione necessaria per evitare contenzioni e problemi di altro tipo.

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