Droga ordinata sui social e "mafia 2.0", 59 arresti a Barcellona e nel Tirreno. I nomi - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Droga ordinata sui social e “mafia 2.0”, 59 arresti a Barcellona e nel Tirreno. I nomi

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Droga ordinata sui social e “mafia 2.0”, 59 arresti a Barcellona e nel Tirreno. I nomi

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venerdì 28 Febbraio 2020 - 07:50

Il clan guidato dai figli dei boss

La droga ordinata sui social per non essere intercettati. Estorsioni a tappeto senza alcuna denuncia. E’ la mafia 2.0 di Barcellona Pozzo di Gotto, smantellata la scorsa notte da una operazione dei carabinieri del Comando provinciale e dei militari del Ros che ha portato a 59 arresti per mafia e droga.

I carabinieri hanno dato esecuzione nella notte ad ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice del Tribunale di Messina su richiesta della Procura di Messina, nei confronti di 59 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, violenza e minaccia, con l’aggravante del metodo mafioso.

Gli arrestati

Il provvedimento è scattato nei confronti di: Francesco Anania (53 anni), Cristian Barresi (32 anni), Carmelo Benenati (34 anni), Daniele Salvatore Bertolami (33 anni), Salvatore Bucolo (31 anni), Pietro Bonfiglio (49 anni), Mariano Calabrò (34 anni), Alessandro Calderone (22 anni), Dylan Seby Caliri (22 anni), Pietro Caliri (48 anni), Carmelo Cannistrà (26 anni), Salvatore Felice Chillari (42 anni), Antonino Chiofalo (23 anni), Carmelo Chiofalo (40 anni), Giovanni Crinò (34 anni), Nunzio Di Salvo (34 anni), Francesco Duilio Doddo (56 anni), Claudio Febo (39 anni), Giovanni Fiore (30 anni), Marco Formica (31 anni), Carmelo Vito Foti (53 anni), Luciano Fugazzotto (56 anni), Vito Vincenzo Gallo (39 anni), Filippo Genovese (33 anni), Mattia Giardina (20 anni), Tindaro Giardina (33 anni), Nunzio Antonio Grasso (45 anni), Vincenzo Gullotti (27 anni), Antonino Iacono (25 anni), Maurizio Iannello (31 anni), Francesco Iannello (35 anni), Salvatore Laudani (40 anni), Samuele Marino (29 anni), Carmelo Mazzù (31 anni), Lorenzo Mazzù (34 anni), Simone Mirabito (29 anni), Massimiliano Munafò (50 anni), Edomond Ndoj (41 anni), Matias Jesus Piccolo (26 anni), Salvatore Piccolo (53 anni), Angelo Porcino (63 anni), Gjergj Preci (33 anni), Giuseppe Puliafito (29 anni), Sebastiano Puliafito (54 anni), Carmelo Quattrocchi (44 anni), Antonino Recupero (29 anni), Vincenzo Rosano (51 anni), Giuseppe Scalia (50 anni), Francesco Scarpaci (29 anni), Carmelo Tindaro Scordino (57 anni), Tindaro Santo Scordino (53 anni), Andrea Sgroi (24 anni), Giovanni Sofia (36 anni), Sergio Spada (39 anni), Filippo Torre (53 anni), Giuseppe Torre (25 anni), Francesco Turiano (35 anni), Andrea Villini (24 anni).


La lotta alla mafia barcellonese

L’operazione denominata “Dinastia” rappresenta l’ulteriore sviluppo della progressiva manovra di contrasto coordinata dalla Procura distrettuale di Messina e condotta dai carabinieri nei confronti della famiglia mafiosa dei barcellonesi, operante a Barcellona Pozzo di Gotto e sul versante tirrenico della provincia di Messina, compagine criminale storicamente collegata a Cosa nostra siciliana. Le indagini hanno portato all’arresto di affiliati e gregari della consorteria mafiosa barcellonese, che negli ultimi anni ha investito nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, per integrare i proventi illeciti derivanti dalle estorsioni.

A capo del clan i figli dei boss

Le nuove leve del clan, tra cui alcuni dei figli dei principali capimafia barcellonesi, oramai da lungo tempo detenuti, erano a capo di una struttura criminale che operava con metodo mafioso, nel traffico e nella distribuzione di ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, nell’area tirrenica della provincia di Messina, comprese le isole Eolie, anche rifornendo ulteriori gruppi criminali satelliti, attivi nello spaccio ai minori livelli.

L’operazione ha fatto luce anche su numerose estorsioni attuate da anni da esponenti della famiglia mafiosa in danno di esercenti e imprese del territorio barcellonese.

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