Muore a 28 anni dopo un turno da rider, la sentenza del caso Luciano Galletta

Muore a 28 anni dopo un turno da rider, la sentenza del caso Luciano Galletta

Alessandra Serio

Muore a 28 anni dopo un turno da rider, la sentenza del caso Luciano Galletta

mercoledì 14 Ottobre 2026 - 20:06

Il giovane si schiantò contro un mezzo fermo di Messina Servizi, secondo il giudice mal segnalato

Messina – Cambia di poco, dopo il passaggio davanti ai giudici di secondo grado, il quadro giudiziario del caso Luciano Galletta, il 28enne schiantatosi con lo scooter contro la parte posteriore di un mezzo della municipalizzata nel 2019. La Corte d’Appello di Messina conferma la condanna dell’addetto di Messina Servizi che quel giorno era responsabile del cantiere e la condanna al risarcimento della società municipalizzata. Il giudice Bruno Sagone ha ridotto soltanto le sanzioni accessorie decise per il responsabile, rispetto alla sentenza di primo grado: la patente di guida è ora sospesa per 2 anni e non per quattro.

La sentenza

Il sessantenne dipendente di Messina Servizi nel settembre del 2025 è stato condannato in primo grado stato a 2 anni di reclusione, pena confermata per intero. Sia l’operaio che la società dovranno pagare il risarcimento da stabilire in sede civile, così come la provvisionale da liquidare subito, anch’essa confermata in appello.

La battaglia della madre

L’epilogo giudiziario da ragione alla battaglia della mamma del giovane, rappresentata dall’avvocata Rosy Spitale, che ha sostenuto che quella di Luciano era una tragedia evitabile: il mezzo della municipalizzata, fermo per consentire i lavori di scerbatura di un’aiuola agli operai, doveva essere meglio correttamente segnalato. Gli avvocati Salvatore Silvestro e Andrea Torre hanno difeso l’imputato, mentre Carmelo Vinci per Messina Servizi citata come responsabile civile.

“Mamma, sto tornando”

Luciano tornava a casa in motorino quella tragica sera del 9 ottobre 2019. “Ho finito, sto tornando, mi prepari qualcosa da mangiare?”, ha detto alla madre al telefono, dopo aver terminato di consegnare le pizze. E Pina Irrera si era data da fare, preparando per lui i suoi piatti preferiti. Il giovane era diplomato, voleva fare l’informatico e lavorava ogni giorno come poteva per realizzare il suo sogno. Ma quella sera non è tornato a casa: sulla via del rientro si è schiantato contro la camionetta della municipalizzata, ferma sulla corsia di via Catania, non segnalata

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