Il commissario Fi riunisce i primi cittadini azzurri nel catanese e insiste perché Schifani faccia un passo indietro
Interviene sul nascente partito dei sindaci, in avvicinamento a Cateno De Luca, e torna sulla necessità di cambiamento generazionale per Forza Italia, ravvivando la polemica con Renato Schifani. Non abbassa i toni Nino Minardo, che ha convocato ad Aci Castello 70 sindaci azzurri per una riunione a porte chiuse.
Minardo insiste: “A Fi serve una nuova classe dirigente”
Il commissario siciliano del partito, secondo quanto apprende Ansa da fonti interne, vuole tracciare la rotta per superare il terremoto che sta scuotendo FI: “Il cambiamento non è una parola vuota né un ritornello da ripetere. Come ho più volte ribadito nei giorni scorsi, cambiare significa dare continuità agli ottimi risultati raggiunti dal governo regionale guidato da Forza Italia e da Renato Schifani, attraverso nuove idee, nuove energie e una classe dirigente sempre più rappresentativa dei territori”.
Il commissario parla ai sindaci azzurri, qual è la linea
Al raduno nel catanese ha portato il suo contributo il leader di Fi Antonio Tajani in video collegamento. All’incontro hanno preso parte anche diversi parlamentari regionali di Forza Italia per confrontarsi direttamente con Minardo sul percorso politico del partito. “Cambiare non significa cancellare quanto di buono è stato fatto, ma creare le condizioni per proseguire e fare ancora meglio. Tutti vogliamo bene a Forza Italia, la vogliamo unita e serve coraggio per farla crescere ancora“, avrebbe aggiunto il commissario di Fi nell’Isola.
La risposta di Schifani agli affondi del commissario
Minardo insomma non ha alcuna intenzione di chiudere il botta e risposta col governatore siciliano ed è sempre più deciso a cavalcare la crisi che investe Forza Italia, al centro di grandi cambiamenti strutturali anche a livello nazionale. Già due giorni fa aveva chiesto a Schifani una valutazione sull’etica politica, insistendo sul ricambio generazionale, in vista delle prossime regionali. Schifani gli ha risposto quasi subito: “L’etica politica la conosco, quell’invito lo respingo al mittente. La mia storia si commenta da sé per senso delle istituzioni”. Schifani aveva ammesso che lo stato del partito “non è eccezionale” ma che tiene “grazie al sud”, parole che non sarebbero piaciute a Roma, ma sulle quali Tajani non è intervenuto pubblicamente.
Il partito dei sindaci, perché per Minardo non serve
Il commissario regionale di Forza Italia ai primi cittadini riuniti ha poi detto la sua sul progetto del partito dei sindaci, cavalcato dal leader di Sud Chiama Nord: “Il partito dei sindaci siamo noi. Forza Italia è per vocazione e tradizione un partito sturziano, profondamente legato alle autonomie locali e alla cultura del buon governo. Non c’è bisogno di inventare un altro partito dei sindaci, c’è bisogno piuttosto di dare ai sindaci più voce e più peso nelle scelte politiche”.

