Baia di Filicudi da tutelare, i giudici: il Pnrr non prevale sulle esigenze naturalistico-ambientali
Il progetto del dissalatore a Capo Graziano, tra le più belle baie di Filicudi, deve fermarsi. Lo ha deciso il Tar Catania che ha annullato il progetto del Comune di Lipari. Con la sentenza della II sezione, il Tribunale amministrativo regionale accoglie le esigenze di tutela della baia, importante sito archeologico e naturale, caratterizzato dalla presenza della posidonia.
Dissalatore di Filicudi, cosa ha deciso il Tar

Contro il progetto si erano levati gli scudi di ambientalisti e comitati civici, ma la battaglia al Tar l’ha vinta un privato che rischia l’esproprio di un terreno, nel caso il dissalatore venga realizzato. Il privato è stato assistito dagli avvocati Sebastiano Campanella (in foto) e Antonio Sottile i quali, contro l’opera finanziata dal PNRR, hanno messo a nudo, una per una, le falle dell’iter.
Perché il progetto si ferma
In particolare il Tar Catania stigmatizza la condotta del Comune di Lipari che si è illegittimamente sottratto al dovuto preventivo confronto procedimentale sulle possibili e meno impattanti alternative di localizzazione del dissalatore rispetto alla scellerata scelta di realizzarlo proprio nella baia di Capo Graziano a pochi metri dal mare. La sentenza conferma un principio: neppure l’urgenza dei fondi PNRR giustifica una scorciatoia a danno di un patrimonio unico come quello delle Eolie.
Annullato il nulla osta ambientale
Accolto anche il motivo di ricorso con i quali è stato censurato che il progetto è stato approvato senza la verifica preventiva dell’interesse archeologico nonostante sui fondali interessati risultino presenti reperti archeologici di rilievo, nonché quello con il quale stata contestata l’illegittimità del Decreto Regionale di nulla-osta ambientale all’espianto della Poseidonia oceanica, polmone verde del nostro mare che svolge un ruolo fondamentale nel contrasto al drammatico cambiamento climatico in atto.

